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mercoledì 9 aprile 2008

Dell'Utri, gay e pentiti

Sul Corriere della Sera possiamo ancora leggere, per adesso e salvo smentite o dietrofront, un'intervista (a Klaus Davi per KlausCondicio), breve, a Marcello Dell'Utri. Senatore di Forza Italia. Si, senatore.
Intervista breve ma intensa. Si parte con i libri di storia da rivedere perchè a detta dell'intimo di Berlusconi troppo schierati e con sentimenti fortemente filoresistenza. L'università e la cultura è in mano alla sinistra. Verissimo. Purtroppo. Non per la sinistra ma perchè solo la sinistra. O al massimo qualche cattocomunista.
«Gli storici di sinistra hanno ignorato l'olocausto dei gay avvenuto durante la seconda guerra mondiale» afferma Dell'Utri. «Il tema degli omosessuali è sempre stato ritenuto una sorta di pruderie, come si direbbe in Francia, ed è tuttora grave il silenzio su questa pagina nera della storia. Sbagliato non tirarlo fuori, quando invece bisogna guardare con chiarezza ad argomenti così importanti».
Università, cultura e libri di storia quindi tra i punti dellutriani da affrontare.
Ma il senatore rende molto di più quando entra in contatto con temi ben più scottanti. Mafia e Mangano. Per quanto riguarda la prima Dell'Utri afferma di conoscere tutti i pentiti. Ma di fare fatica a individuarne uno sano. Testuali parole si leggono sul Corriere della Sera. Attribuite proprio al senatore. E ancora sui pentiti «non bisogna però scordare quelli che vengono tirati fuori per essere incisivi durante un processo importante, per poi essere dimenticati dallo Stato quando non servono più, a rischio della propria vita». E a proposito di mafiosi «il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all`ergastolo, è morto per causa mia. Mangano - afferma sempre Dell'Utri - era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E` un eroe, a modo suo».
Mangano è un eroe. A modo suo.
E sempre per quanto riguarda pratiche non proprio pulite, Luciano Moggi, protagonista di calciopoli. Non che le cose siano poi così cambiate in meglio. Noi italiani siamo fatti così. Facciamo saltare una qualche testa ma alla base rimane sempre la stessa truffa ormai giustificata e quasi lecita. Paese di grandi lavoratori e cervelli sia ben chiaro. Ma di altrettanti leccaculo e paraculi pronti a tutto. Dice Dell'Utri «Moggi è una persona simpaticissima e sono convinto che le presunte manovre che gli vengono attribuite non siano vere. Le accuse sono nate dal suo grande successo. Moggi aveva organizzato bene le cose e così sarebbe stato ancora per molti altri anni. Il successo non è risparmiato nè perdonato a nessuno, neanche a Moggi».
Queste le parole del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Che per concludere, tornando sui gay, afferma «Non è una lobby quella dei gay, è piuttosto una potenza, poichè sono bravi ed estremamente creativi».
Attendiamo con ansia altre interviste. E ripetiamo ed evidenziamo la sensibilità al cambiamento se non addirittura all'essere stravolti di certi articoli pubblicati su Corriere e company. Quindi alle ore 11.50 di mercoledi 9 di aprile Marcello Dell'Utri parlava così. Klaus Davi per KlausCondicio. Ripreso quindi dal Corriere.




1 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo è l'ispiratore ed il modellatore della politica di berlusconi. Se tanto mi dà tanto... Il vero dramma è che ci sono degli italiani a cui dichiarazioni come queste non fanno né caldo né freddo ed altri a cui fanno pure piacere.