C'è una cosa che non capisco di questo paese. Lo scandalizzarsi dinanzi a fatti che ben si conoscono e di cui a volte, molte, troppe volte si fa parte. Esce il nuovo libro del duo Stella-Rizzo. Quelli della Casta. E stavolta il titolo è ben più desolante: la deriva. Dell'Italia naturalmente.
Grande successo assicurato. Tanti gli italiani che correranno in libreria a comprarlo. E poi si ritroveranno magari a leggerlo. La maggior parte finirà al secondo capitolo e comincerà a criticare. Giustamente. Se ne parlerà con gli amici e tutti e dico tutti in Italia avranno, entro il prossimo autunno, letto la deriva. Come con la Casta.
Ma dove si nasconde la novità? Cosa ci dice di nuovo questo libro? Niente. Parla di una realtà che chi non conosce? L'Italia dei favori, dei potenti, dei politici, dei paraculi, lecchini e chi più ne ha..più spenda. Perchè il problema sta proprio nel quanto ci costa tutto questo. E non a caso siamo in fondo alla classifica europea in fatto di spese e consumi. Il baraccone in un modo o nell'altro va tenuto su no?
E allora a leggere "la deriva". Perchè? Non basta forse fare un giro in ufficio pubblico? In una università? Per le strade di questo paese? E perchè starsene li a leggere pagine e pagine non più di scandalo italiano. Ma di quotidianità italiana. Chi escluso? I poveri subito messi da parte. Perchè o sei così o fai ben poco. Voglia studiare, impegnarti, credere. Passa il più furbo e ti piglia tutto. Ma è una novità? Sembra di si. O siamo davvero un paese di ipocriti e pure patetici. Ci infiliamo e ci facciamo infilare, mangiamo e poi abbiamo pure il coraggio di andare a leggere "La deriva".
Un articolo sul Corriere presenta il nuovo lavoro. E si presentano i due autori con un nuovo scandaletto: Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».
Ma và. E si può andare avanti e i due giornalisti vanno avanti. Leggere la "deriva" per scandalizzarsi. Ma di cosa? In altri tempi c'era chi diceva chi è senza peccato scagli la prima pietra. E chi la scaglia in Italia? Nessuno. Perchè in Italia si chiacchiera e ci si scandalizza. Delle proprie chiacchiere. Chi scaglia la prima pietra in Italia? Chi può scagliarla? E quindi fermiamoci allo scandalo e in silenzio, perchè se no sta male, speriamo domani di rientrare anche noi nel club delle scodellatrici. O chiamiamo chi può farci entrare. Naturalmente dopo aver letto "La deriva".
AP
1 commenti:
Posso abbozzare un tentativo, molto approssimativo per carità, di risposta? Lo spettacolo. Per qualche ragione, gli italiani da un po' di tempo a questa parte hanno scoperto le proprietà terapeutiche dello spettacolo.
E fanno spettacolo di tutto. Della politica, delle lacrime, del dolore, della morte, della ricchezza. E anche della miseria, della corruzione, del malaffare, eccetera, eccetera.
Aristotele aveva lo sguardo lungo. Lui lo aveva detto che la tragedia è catartica.
Posta un commento