Siamo sicuri sia questa la strada giusta? Io seguo e ho sempre seguito Beppe Grillo nelle sue iniziative, l'ho sempre ascoltato, mi sono anche, più di una volta, lasciato prendere da quel linguaggio tanto popolare tanto popolare e incazzato da sembrare vero. E ho sempre pensato all'informazione in Italia come a un qualcosa di marcio. E lo è. Una casta che sta riducendo il paese a poltiglia. Ignorare per meglio lavorare. Alle spalle. È talmente chiara la situazione. Con i tanti che "scrivono" a una sola voce. Scrivono tutti e scrivono tutti allo stesso modo. Linea editoriale? Pensiero? No. Regole del gioco. O ci stai o sei fuori. Ma è così solo in Italia? No. E davvero la folla, molti giovani e giovanissimi, che mandano a fanculo tutto e tutti sono migliori? Sono davvero diversi? No. Sono (siamo) vittime di un sistema macabro, che si, in Italia, probabilmente raggiunge livelli di squallore senza paragone. Perchè sono (siamo) presi per culo, e davvero, da tutti. Ma attenzione, perchè sono (siamo) quelli che poi a loro volta prendono per culo. Basta dargli un pochino di potere. E già la voce basta diventa violenza, anche gratuita e il vedere e il sentirsi un gruppo fa credere di essere il vero. La verità assoluta. No, non vuole essere questa una sempliciotta indagine sociologica, anche se siamo società e alla fine guardandoci bene non siamo poi così diversi l'uno dall'altro. Io più passa il tempo e più mi rendo conto, o mi convinco (anch'io!) che in Italia chi non è "mafioso" è perchè o non ha potuto o non è riuscito a esserlo. Tutti, o quasi, chiamiamo il potente, quello che ci può dare almeno il la. Tutti, o quasi, bussiamo alla porta di chi è "casta" per poter prendere parte anche noi alla cena di gala. Perchè se non fai così sei invisibile. Completamente invisibile. E il sistema è talmente perverso da non concedere eroismi di nessun tipo. L'invisibile è invisibile. E pure coglione. E questo sistema crea e ha creato questa situazione. La situazione attuale. Dalla politica all'informazione passando per il semplice impiegato. Con la differenza che in Italia non possiamo far leva neanche sull'orgoglio, perchè la maggior parte degli italiani dinanzi a un guadagno seppur minimo sono pronti a sputtanare tutto e a vendere un proprio ideale. A svendere il proprio paese. Questo forse ci rende differenti dalle altre realtà. Ci rende in un qualche modo unici. Perchè noi "l'Italia è una merda" lo scriviamo senza grossi problemi, senza neanche andare a fare un giro fuori per vedere se poi è davvero tutta questa merda. E allo stesso tempo però siamo un popolo di incazzati neri. Perchè forse la cosa un po nel profondo ci infastidisce. L'Italia è una contraddizione. A morte i leccaculo per poi presentarsi a natale con l'agendina o la penna (nel migliore dei casi) per appunto leccare il culo. Italia alla malora per colpa proprio di questa gente per poi essere noi stessi, e se non tutti quasi tutti così. Siamo contraddizione. E la tragedia è che alcuni personaggi, il potere in primis, su queste contraddizioni ci gioca. Chi forse è distaccato più di tutti. Gioca sulla rabbia latente di noi tutti italiani. Che pensiamo con un vaffanculo di cambiare qualcosa. Per poi il giorno dopo rimetterci in fila. In silenzio e discreti perchè certe cose non si devono far vedere o non bisogna parlarne. Dicono che ogni popolo ha il paese e i governatori, anche i comici, che si merita. Siamo davvero sicuri che questa non sia l'Italia degli italiani?
AP
1 commenti:
C'è una Italia che non meritiamo, ma ce nè anche che ci va bene.
E' fatta di lavoro, studio, onestà, solidarietà, passione, amore.
C'è da rimboccarsi le maniche, da essere tenaci, risoluti.
Per questo non basta un girotondo.
A volte ci meritiamo i comici.
Ma non i Grilli a pagamento.
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