Del nuovo governo si sa tutto e si sa niente. Ministri, ministeri, deleghe, di tutto di più. Come nella migliore tradizione. Unico dato positivo il numero di questi ministri. Che diminuirà forse. Sicuramente non aumenterà. L'Italia per una volta non tenterà di superare il record che a lei stessa appartiene. Il numero di ministri e segretari e sottosegretari. Una barzelletta a livello europeo e mondiale.Tace più o meno la politica, almeno quella ufficiale. Urlano gli industriali. Alle prese in questi giorni con un vero e proprio delirio dalla definizione complicata. Bene del paese? Interessi di casta? Interessi politici? O tutto questo?
Montezemolo attacca duramente il sindacato. In parte a ragione ma con toni e modi che fanno pensare. Ed è lo stesso centrodestra a mettere freno. È tutto dire.
Passano due giorni e anche la successora prende in mano microfono e spara. Stessi toni. Stesse argomentazioni. È giunto il momento della resa dei conti? Sembra di si. Gli industriali non aspettavano altro. Si dice entusiasta la Marcegaglia dell'assenza della sinistra radicale in Parlamento. Bene. E adesso sindacato tranquillo e contratti da rivedere.
Può essere la ricetta giusta per la ripresa dell'Italia. Perchè no. Ma i modi di Confindustria non sono certo dei più promettenti. Se dialogo si vuole forse è il caso non di attaccare ma di fermarsi e discutere. Consapevoli, gli industriali, del vento che gira dalla loro.
Ieri Berlusconi al Quirinale. Ancora attesa sui nomi. Solo indiscrezioni che riempiono solo le pagine depresse dei giornali. Ancora attesa. Ancora attesa. Anche se Berlusconi sembra essere intenzionato a partire alla grande e Alitalia, Putin lo confermano. I ministri solo equilibri da trovare e che si troveranno.
Ancora attesa...
AP
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