Dovrebbe essere una. Sono tante. E alla fine nessuna. Sinistra. Tutte in crisi nera. Dalla più estrema e vera, senza pass per il Parlamento, a quella più rivolta al centro, enigmatica e con una percentuale al di sotto delle aspettative. Si parlava di pareggio. Di recupero e addirittura sorpasso. Ci saranno anni di Berlusconi. Vittorioso in maniera netta e quasi preoccupante.
Tante sinistre. Tutte fuori. Chi fisicamente e concretamente. Chi fuori dai giochi. Alla ricerca di una posizione forte. Il governo ombra che prima o poi Veltroni dovrà spiegare.
E la domanda che circola ossessiva in queste giornate di triste riflessione: che fare?
Ci provano i blog, sempre più numerosi e ormai presi in considerazione anche da partiti e movimenti, a dare idee e spunti di riflessione. Vera voce del popolo che scrive. E soprattutto mezzo alla portata di tutti (anche se siamo davanti solo a Grecia e Bulgaria in tema di uso e consumo). Angolo in cui poter riflettere. Lo fanno i politici, sempre tramite blog. E veri protagonisti della reale politica. Si interrogano i giornali, soprattutto quelli più a sinistra. L'Unità con i suoi editoriali, Il Manifesto. Tutti. Che fare?
C'è tanto da fare. E il tempo c'è e ci sarà. Aspettiamo Roma e ripartiamo. Tanti scrivono di socialismo. Alcuni, quelli più duri, di comunismo. Tanti insistono sul partito democratico. Le varie correnti di una sinistra stanca. Ormai messa all'angolo in più di un paese europeo. Sinistra con mali comuni. Con storie non proprio diverse. Smarrita in questo tempo di cambiamenti netti e profondi. A livello economico, a livello anche geografico ma soprattutto a livello sociale. Sinistra che non si è fatta interprete di questi cambiamenti. Continuando a parlare e a credere in un linguaggio vecchio. Oggi che tutto deve a tutti i costi essere nuovo. E gli operai si incazzano e vanno con la Lega. E la classe media si incazza e va con Lega, Berlusconi o va con nessuno. La sinistra perde il contatto. Con la realtà. E perde, malamente, le elezioni. Non entra in Parlamento. È un momento drammatico per la nostra politica.
Il PD paga il fallimento prodiano? Troppo semplice come conclusione. Forse l'italiano ha capito fin dall'inizio che proprio dietro il Pd c'era il fallimento prodiano. I protagonisti del fallimento prodiano. Chi in silenzio. Chi con una maschera. Chi con nuovo trucco. Chi defilato in attesa di certezze. Ma la gente a quanto pare non è scema. Ed è stanca. Una stanchezza rischiosa. Da non sottovalutare. Perchè può sembrare paradossale ma oggi l'ordine sociale e la speranza di ordine sociale e ritorno alla normalità ce l'ha in mano Silvio Berlusconi. Se fallisce anche lui sono guai. La gente gli ha messo, esasperata, il paese nelle mani. Perchè avrebbe potuto benissimo, la gente, mettere la croce su Veltroni e Sinistra. Così non è stato. E attenzione a cominciare la riflessione dai soliti temi ormai vecchi pure questi di dittatura, matite che sole mettono la x su PdL e ignoranza. Perchè una riflessione di questo tipo, a sinistra, porterebbe solo alla riconferma di quanto avvenuto la settimana scorsa. Non ci saranno nuove possibilità senza un iniziale bagno di umiltà della sinistra italiana. L'estrema e la riformatrice. Non ci sarà domani senza prima una pausa e uno spogliarsi di quelle opportune giustificazioni di sempre. Abbiamo perso perchè Berlusconi ha in mano tutto. Abbiamo perso perchè l'Italia non è democratica. No. Abbiamo perso perchè la gente non ci ha votato. Punto. E abbiamo perso perchè manca una vera classe politica nuova e attenta a sinistra. Ci si nasconde dietro le solite frasi per poi ritirarsi come vecchi saggi in un esilio e in un silenzio patetico. Per finire poi con l'accusare Berlusconi. Di cosa? Per gridare allo scandalo. Pensiamo davvero che dicendo Berlusconi è un mafioso. Andando da Santoro a ripetere sempre le stesse cose, da Mangano al conflitto d'interesse si possa vincere? È così che la sinistra pensa di vincere? E le idee? Le frasi che vuole sentirsi dire chi non arriva a fine mese? Chi in questa società spietata è messo fuori, solo perchè o non troppo intelligente o sfortunato o impotente, o non sa fare bene i conti di come fottere più degli altri. Dov'è la sinistra? A parlare di Berlusconi? Cosa interessa all'emarginato, al precario, al ferito, a chi si fa un culo così in fabbrica rischiando pure di farsi ammazzare, al medio che vede sempre più lontana la possibilità di concludere qualcosa della propria vita, cosa interessa del giardiniere mafioso di Berlusconi? Cosa interessa della stampa, dell'informazione e della par condicio? Delle belle frasi tirate fuori al momento giusto per cercare a parole di rendere giustiza a cosa? Dell'operaio sopravvissuto alla strage di Torino candidato? Dov'è la sinistra? A fare discorsi da salotto. Gli intellettuali che scimmiottano prima uno poi l'altro alla tv o su youtube. E una volta superato il limite riempiono palazzetti urlando di essere vittima del sistema Berlusconi. Di avere la bocca a forza sigillata dalla dittatura. Spariscono dalle televisioni attendendo l'atteso ritorno con cifre da capogiro a contratto. Forse la sinistra deve partire proprio da qui. Dal mettere da parte queste favolette e questi figli di puttana dai discorsini vittimistici a orologeria. I cervelli che gridano allo scandalo per riempirsi le tasche. Forse bisogna partire proprio da qui. Senza grandi discorsi su ideali o filosofie economico politiche. Che la gente, la maggior parte della gente neanche capisce. E corre a dare il voto, esasperata, al prototipo dell'incazzato con senso e "poca cultura" Bossi.
AP
2 commenti:
io invece credo che la sinistra perda per tanti motivi, tra cui il non avere piu' l antiberlusconismo e la lotta al conflitto di interesse come priorità.la sinistra"radicale" perde perchè il progetto per la sinistra unita è fumoso e strumentale per ora, perchè i 4 partiti non erano fermamente d accordo su tutto. perchè sono stati al governo che ha deluso, e loro ancor di piu' rimanendo impantanati nel ricordo del 98, e allora la codardia prende il sopravvento. perchè si parla troppo di lotta diclasse e poco di salvaguardia di stipendi e prezzi, perchè il linguaggio è vecchio e stantio, perchè il marxismo non fa piu' presa nella società. potrei andare avanti per molto ma mi fermo qui, il punto è che c'è da rimboccarsi le maniche e fare un gran lavoro di serietà, coerenza, onestà, umiltà.
Questo bell'articolo mi fa tornare in mente un vecchio libro di Emanuele Severino intitolato "La tendenza fondamentale del nostro tempo". Anche nel microcosmo della politica nazionale, ci sono delle tendenze fondamentali, e sono tendenze profonde, radicate, che sorreggono un lungo ciclo (non si limitano a sconvolgere una tornata elettorale). La politica non è in grado di opporsi a queste tendenze, può solo rappresentarle. E, naturalmente, può rappresentarle bene oppure male. (Chi ad esse si oppone, invece, è destinato a scomparire dalla scena politica).
Io credo che la sinistra riformista abbia fatto enormi passi avanti, dotandosi finalmente di uno strumento-partito consono ai tempi. Però non ha ancora riempito quello strumento (il PD) di contenuti adeguati. Anzi, a mio avviso, il PD continua a essere culturalmente arroccato. Ed è questo il problema che deve risolvere, se vuole comprendere le tendenze di lungo corso in atto e conquistare il consenso della maggioranza degli elettori.
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