Walter Veltroni deve aver passato una brutta giornata ieri. Non bastava la mazzata elezioni. Adesso i colpi arrivano anche dall'interno. Cosa questa che può provocare un vero e proprio terremoto nel Partito Democratico. Una lettera. Spedita da Prodi tempo fa proprio a Walter Veltroni. Custodita amaramente e gelosamente in cassetto per non destabilizzare la già delicata corsa al voto di aprile. Oggetto della lettera le dimissioni da Presidente del partito. Autore Romano Prodi. Una lettera quindi di un peso notevole. Passano i giorni e tutto splende sotto il cielo azzurro del PD. Nessun problema. Guardiamo al domani e viviamo felici e vogliamoci bene. Il problema è che il domani è arrivato. E Veltroni si ritrova non più con qualche nuvoletta ma con una vera e propria tempesta. Una bufera.Sconfitto nettamente alle urne. Ripetiamo il nettamente. Accuse da ogni lato. Sinistra. Responsabilità di aver ucciso una parte politica importante. Accuse dall'arcobaleno (a proposito di meteo), accuse dai socialisti. Piovono pietre su Veltroni.
E allora guardiamo al dopodomani. Cerca di alzare la testa Walter. Berlusconi parte malissimo afferma l'ex sindaco della capitale. E noi faremo un governo ombra. Non molleremo. Grazie a chi ci ha votato. Al pensionato che è tornato a sognare grazie alle parole di Veltroni. Insomma, una batosta dura da digerire ma pensiamo a noi. Romano Prodi a questo punto rende pubbliche le sue dimissioni. Nuova tegola sulla già livida testa di Walter. Un vero cazzottone. E attenzione, non a giochi fatti, non a situazione stabile. Nel bel mezzo di una pioggia battente arriva la tempesta oceanica. Da New York.
E salta fuori la lettera inviata a Veltroni. E salta fuori della scelta di vita. E salta fuori della volontà di consegnare responsabilità alle nuove generazioni.
Ma perchè proprio ieri?
Dicevamo del momento delicato. A Roma tra pochi giorni si giocherà quella che il Riformista definisce una finale di Champions. Perchè questa mossa adesso?
Aprire un dibattito interno alla successione di Romano proprio adesso. A due giorni dalla disfatta. A pochi giorni dall'unica speranza rimasta a centrosinistra: Roma.
La situazione è critica. E qualcosa sembra davvero essere saltato. Forse tutto previsto. Forse tutto studiato. Fatto sta che il terremoto sembra aver allargato le sue tremende onde verso centro. Nessuno a questo punto escluso. E la situazione potrebbe anche peggiorare.
AP
1 commenti:
Eh, sì, anche secondo me la tempistica non poteva essere peggiore di questa (una sconfitta a Roma avrebbe ripercussioni più gravi di quella nazionale, che poteva anche essere messa in preventivo).
D'altra parte, le dimissioni di Prodi non erano dovute. Poteva aspettare fino al congresso. Il ricambio generazionale in gran parte è già avvenuto. Certo, ci sarà bisogno di proseguire ancora nel cambiamento. Ma, insomma, la priorità del PD adesso è quella esattamente opposta: stabilizzarsi. Non si può fare una rivoluzione al mese.
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