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martedì 15 aprile 2008

...a proposito di estero e dell'erba del vicino

È arrivato un commento proprio su questo blog. E mi sono arrivate una decina di mail di italiani all'estero. Anzi. La maggior parte italiani desiderosi di estero.
Aspettavo il momento per commentare, io, la situazione estera. Non sono un inviato o un professionista in terra straniera da più di quarantanni, ma alla mia età, 27, sono alla seconda esperienza in altro paese. E non esperienza vacanziera di quindici giorni tra Ibiza e Costa Azzurra. In Italia abbiamo la mania, triste mania, e mi ci metto dentro anch'io, di guardare fuori dal nostro paese come a paradisi inesplorati di immenso valore sociale e politico.
Tutto va meglio. Fuori dall'Italia. Tutto è più libero. Fuori dall'Italia. Soprattutto la Spagna in questi ultimi anni è cresciuta smisuratamente nell'ideale dell'italiano medio. Il paese delle libertà e delle feste. Ecco, lasciando stare tori e merengues, che comunque sono un decimo, una regione e neanche tutta (andate a fare olè a Barcellona!..i miei occhi hanno visto due ragazzi in aeroporto prendersi uno schiaffone da un poliziotto catalano) di Spagna, e lasciando stare el flamenco andiamo al sodo e parliamo di cose serie e reali.
El Pais nell'ultima settimana ha commentato a modo suo la situazione italiana. E lo ha fatto in modo furbo. Sporco ma senza sporcarsi le mani. Ha lasciato scrivere articoli a tale Lucchini di una superficialità sconvolgente. Più che articoli di politica sembravano dichiarazioni da lotta universitaria. I fogli che ti danno alla fine delle lezioni universitarie. Mancava solo l'urlo anarchia e poi eravamo al completo. E ha lasciato aperto tali articoli a commenti della gente.
Ora, la Spagna è un paese vastissimo geograficamente. Grande e pieno di gente. Di italiani soprattutto. Possibile 240 commenti a senso unico? Quasi tutti (per non farla proprio sporca sporca) dicevano Italia merda e voglio andare in Spagna. Spagna caput mundi insomma. In grande stile iberico. Possibile neanche un italiano a dire no?..no. E allora ho provato a commentare anch'io. Perchè no? E dire, guardate che la realtà non è proprio così. Ma gli spagnoli son furbi. Le lasciano dire agli italiani le cose. Selezionando però. La voce solo di alcuni italiani. Che ingenui si fanno prendere letteralmente per culo. Tornando al mio commento, invio uno giorno sabato. Niente. Sarà un errore del pc. Che sta per personal computer. Invio un commento lunedi mattina. Niente. La linea sarà difettosa. Invio l'ultimo commento ieri sera. Niente. I miei tre commenti un pochino più equilibrati e di cinque righe mancano. E sia ben chiaro non voglio accusare El Pais di niente. Saranno stati problemi tecnici.
Scrivo direttamente in redazione. Tra l'altro ho anche mail preferenziali, visto il lavoro che sto facendo qui in Spagna. Nessuna risposta. Ma pubblicano la mail, ricostruita ad articolo di due studentesse erasmus a Salamanca. Con il titolo, minaccioso: Manifestazione degli italiani a Salamanca contro il ritorno di Berlusconi. Nella foto due ragazze con un cartello scritto a penna. Nell'indifferenza generale della gente. Ma lasciando stare i problemi tecnici del mio pc che non mi hanno permesso di pubblicare il mio semplice commento su El Pais. I titoli. Di guerra. El Pais parlava di Italia come uno di quei paesi africani dove purtroppo si comunica ancora a machete e bastoni. Nel nostro caso a pizza e mandolinate in testa, con il solito calcio sporco (attendendo uno scandalo spagnolo che prima o poi arriverà, ma non illudetevi di vedere il Real Madrid in serie b) come sfondo. Il titolo delirante di domenica, a caratteri in grassetto: "L'Italia al voto tra caos e tristezza"! Ma è il mio paese o la Cambogia? Stai a vedere che ci sono i soldati in piazza.
Il titolo di oggi a commento della vittoria del definito "dittatore" Berlusconi. E si che la dittatura dovrebbero conoscerla bene in Spagna. Ma gli spagnoli ripeto sono furbi. E non si sporcano le mani. Giocano sul nostro peggior difetto. E ci ridono sopra. E fanno bene. Berlusconi vince si ma il titolo spara: "Berlusconi vince con l'affluenza più bassa". ???.
A questo punto una domanda doverosa ai sognatori di isole felici raggiungibili con semplice volo low cost Ryanair a 20 euro. È questo l'esempio di libertà e felicità?
E il vizio di guidare le critiche sempre nei confronti degli altri la Spagna ce l'ha. Non solo con l'Italia. E descrivere il proprio di paese come il meglio che possa esistere. Il contrario di noi italiani insomma. Pensate a un italiano. Il contrario. Ma altrettanto pericoloso.
Questo è il paese in cui dovrei fuggire a gambe levate? Uno dei paesi che in Europa ha il più alto tasso di incidenti a sfondo razzista? Uno dei paesi con il maggior numero di denuncia per abusi delle forze dell'ordine nei confronti di stranieri? Attenzione sognatori. La Spagna è un paese fantastico. Giovane. Simpatico si. La gente non è poi così differente, nello spirito, da noi italiani. Ma la Spagna è un paese. Non un paradiso. La Spagna ha i problemi di un paese. I problemi di un paese ancora giovane. E segnato da anni di buio. Si, forse la vita universitaria è più allegra (visto che la maggior parte dei commentatori sono studenti). Niente di più e niente di meno. Un paese che amo. Ma un paese. Quindi, per chi sogna feste e sorrisi e gioia tutto il dì, libertà e disponibilità meglio farsi la solita settimana a Ibiza. Anche questa ormai raggiungibile con voli lowcost a prezzi stracciati. Attenzione però perchè cominciano a vietare schiamazzi notturni e puttanai.
AP

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