Manuela (http://selvaticoblog.ilcannocchiale.it/) scrive in commento:
La serietà con cui Veltroni ha affrontato i temi forti sta qui: http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=49098
(permettimi di darti il link). Non capisco cosa significhi "una campagna noiosa": Veltroni si è rifiutato di scendere sul terreno dal suo principale avversario, ha cambiato il linguaggio della politica, si è lasciato dietro le spalle il berlusconismo e il catastrofismo tipico di una certa sinistra, e ha rivolto lo sguardo al futuro. Può darsi che qualcuno, nostalgico delle invettive incrociate (fascisti! comunisti!) abbia trovato "noiosa" la seria determinazione con cui Veltroni ha preso in mano la campagna elettorale (e, mi auguro, vincerà le elezioni). Ma molti di noi aspettavano da un decennio quanto sta succedendo oggi e, credetemi, non si annoiano affatto.Quanto al senso della lettera, mi stupisce che sottili commentatori non ne abbiano colto il senso: la lettera non richiede alcun giuramento, ma comunica che "io posso prendermi impegni per la mia maggioranza, il mio avversario non può. Di conseguenza io riuscirò a governare, il mio avversario no, perché ostaggio della Lega". Non ci voleva tanto...Non scordiamoci che "il principale avversario" ha potuto governare 5 anni (con in mezzo una crisi di governo e il cambio di una ventina di ministri...)perché la sua maggioranza fu eletta con il sistema elettorale precedente al "porcellum". Se malauguratamente dovesse farcela anche stavolta, la legge elettorale (fortemente voluta da lui) lo metterà di fatto nella condizione in cui è stato messo Prodi.
Comincio col dirti cara Manuela che invidio la tua passione. Davvero. E basta fare un giro nel tuo blog. Ce ne vuole tanta di questi tempi. Anch'io ne ho. Tanta. Ma con visione forse un pochino più larga. A me non convincono proprio. Ne uno. Veltroni. Ne l'altro. Berlusconi. Il secondo poi lo conosciamo bene.
Sai cosa non mi convince cara Manuela? Proprio il linguaggio. Veltroni ha cambiato il linguaggio della politica? Può darsi e rispetto la tua idea. Lasciami dire che mi sembra abbia solo cambiato il tono. Ma in modo artificioso. Finto. Forzato. A me Manuela il buonismo e il sepoffà di questi tempi proprio non mi convincono. La voce da prete di periferia, i campi verdi alle spalle, il tutto possibile in un modo impossibile, non mi vanno giù. Non mi convincono. Da parte Manuela di persone che conosciamo benissimo. L'altro giorno era D'Alema a parlare di Veltroni. Il giorno prima ancora Fassino. Prodi cerca di stare solo in silenzio ma sono loro i personaggi che tengono su la baracca. Che in un modo o nell'altro guidano, da dietro, tutto. Cosa è il Partito Democratico? Chi è il Partito Democratico?
È Veltroni? E il misturotto fatto ad hoc di imprenditori con operai, generali con pacifisti, laici intransigenti con bigotti?
Sai Manuela sono stato tentato di pubblicare più che il tuo commento le parole, i punti, del contatto da te inserito col partito democratico. Ma alla fine ho trovato molto più interessanti le nostre parole. Perchè davvero sono più interessanti. È una storia già sentita. Che si ripete. E non sono poi così differenti da quelli dell'altra sponda. Uno sarà ostaggio della Lega. Veltroni non sarà ostaggio di nessuno? Attenzione a non farci prendere in giro dalle belle parole e li belli toni. Non sottovalutiamo le presenze più o meno d'obbligo del Partito Democratico. Fuori il Partito Socialista per un Di Pietro con simbolo proprio. Di Pietro sta li buono fino a quando bastoni l'odiato Berlusconi. I radicali zitti e buoni, ancora, perchè vogliono vedere come tira il vento. C'è molta gente Manuela che sta aspettando in silenzio. Soprattutto zona centrosinistra. Ma è un'attesa. Solo un'attesa. Perchè la battaglia vera comincerà martedi prossimo. Quando non ci saranno i numeri. Se non ci saranno. Quando ci sarà una bella torta da spartire. E Manuela, ognuno è schiavo delle proprie necessarie forze interne. È il sistema politico italiano. Domani si metteranno tutti in fila a chiedere il proprio conto. Belli e brutti. Angeli e diavoli. Generali e pacifisti. Bigotti e anticristo. E nel PD ci sono tutti!
Io, cara Manuela, spero di poter ripubblicare e prometto di farlo, questo nostro "dialogo" (che rimarrà aperto) e darti ragione. Scriverò di aver sbagliato tutto. Che Veltroni è davvero il vento nuovo e che il cambiamento è arrivato e c'è stato e ci sarà. Per il bene di tutti. Perchè davvero si sta parlando del bene di tutti. Per quanto riguarda la lettera ognuno dei cento e più visitatori (i sottili commentatori come li definisci) può scrivere la propria versione. La tua la trovo forse leggermente di parte e molto, sempre a parer mio, discutibile. Non tanto nella tua interpretazione ma nella realtà stessa dei fatti.
AP
1 commenti:
Caro AP,
innanzi tutto grazie per aver letto con tanta attenzione il mio commento e per aver risposto in modo così ampio.
Capisco anche che il mio commento, scritto sulla spinta di quell’aggettivo – “noiosa” – che viene usato da alcuni (ammettiamolo, con un tono un pochino blasé) per una campagna elettorale che a me sembra fra le più appassionanti mai vissute, sia potuto sembrare un’adesione acritica e ingenua al PD e al “veltronismo”.
Al contrario, non è che non veda le contraddizioni che il PD porta con sé dalla sua costituzione (e, poiché mi sembravano troppe, non ho votato alle primarie… ); né posso negare che ci siano state incoerenze nella formazione delle liste e delle alleanze. Anche a me, che ho vissuto come una liberazione l’”andiamo liberi e leggeri”, non è piaciuto l’apparentamento con Di Pietro, che si giustifica a fatica. Del resto, esigenza di brevità non permette di fare sempre quelle famose “premesse” che non mancano mai in bocca ai politici e che dovrebbero spiegare percorsi critici complessi e sfaccettati.
Arrivati qui e ora, però, non si possono negare nemmeno delle evidenti novità che hanno distinto questa campagna elettorale dalle altre.
La prima: la semplificazione del quadro politico, stante una legge elettorale che tende a complicarlo e a moltiplicare i partiti. E questo è un merito che va tutto ascritto a Veltroni. Ieri, un giornalista radiofonico non certamente veltroniano, che lamentava lui pure la noiosità e la lunghezza della campagna, ha detto, senza rendersi conto delle implicazioni: “Sembrano cent’anni che il governo Prodi è caduto”. Ma questa impressione non nasce proprio dal fatto che oggi la situazione è lontana anni luce da quella da cui siamo partiti? Dalle coalizioni eterogenee messe insieme pur di battere l’avversario - anche se va riconosciuto che nel PdL le contraddizioni restano ben più evidenti e profonde che a sinistra. Oggi non si parla “contro Berlusconi”, ma “per” un progetto. Il quale può piacere o meno, ma questa differenza andrà pur riconosciuta.
E mi permetto di ribadire che Veltroni ha cambiato il linguaggio della politica… non il tono. Parla di futuro in un paese vecchio e stanco, in cui la politica si preoccupava più di difendere radici e identità che di costruire un paese per le giovani generazioni (non per niente Berlusconi all’inizio fece sognare… poi è invecchiato anche lui, e quando si invecchia le magagne vengono anche più allo scoperto). Poi, il buonismo, i campi verdi, le scenografie, certe retoriche veltroniane possono anche infastidire i meno ingenui di noi, ma stiamo attenti… a me Veltroni non sembra affatto buono. Politically correct, sì: ma non buono (tornando alla lettera, da cui è partito tutto, mi è sembrata, al contrario, perfino perfida…).
Sono d’accordo con te, dopo le elezioni (un po’ meno se si vince, un po’ di più se si perde) dovremo fare i conti con tutte quelle contraddizioni dentro il PD e nell’alleanza, che oggi sono rimaste sottotraccia; per dirne una, non è che non veda la difficilissima convivenza fra Binetti e Scalfarotto (per chiarezza, io sto con Scalfarotto). Sarà un lavoro lungo e complicato i cui esiti non conosciamo. E tuttavia lasciami dire che in ogni caso niente sarà più come prima: la situazione politica è oggettivamente cambiata, a destra e a sinistra, e molto difficilmente riscivoleremo indietro.
Allora, quello che non condivido, in fondo, non è il merito di quello che dici, ma il tuo tono, questo starsene da parte a guardare, per vedere cosa succede, come se quello che succede non ci riguardasse. Io invece credo che occorra dare una spinta decisa in direzione del – troppo, è vero – timido rinnovamento della politica italiana che Veltroni ha intrapreso. Dopo che avremo fatto questo, allora sì, staremo a vedere, pronti a discutere e a denunciare ogni cedimento, ogni contraddizione. Continuerò a leggerti, continua anche tu. Scusa la lunghezza, prometto che in futuro sarò più sintetica… se ce la faccio!
Ciao, Manuela
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