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mercoledì 9 aprile 2008

Scivolone Veltroni

C'è stato un momento. Giusto uno. Momento. In cui ho creduto in Walter Veltroni. Questo sindaco di Roma dall'aria un pò così. I suoi libri. I suoi festival. Stanco dei deliri berlusconiani. Stanco di vedere Prodi alla guida del centrosinistra. Veltroni era la speranza. Si, diciamo una ipotetica via d'uscita da prendere in considerazione.
Poi il Partito Democratico. Gli abbracci con Romano Prodi. Quelle prime dichiarazioni sempre un pò così ma meno, già un pò più politicalcorrect patetico andante. Quindi la scelta. In campo da protagonista come guida del PD.
Per un momento. Un momento. Ci ho creduto. Ma poi quell'aria un pò così ha cominciato a perdere spinta e soprattutto credibilità. Dinanzi a un Berlusconi intramontabile. L'odio di mezza e più Italia, così si dice, sembra temprarlo. È sempre più forte. Tutti lo odiano e lui cresce. Resterà forse uno dei grandi misteri d'Italia. Silvio Berlusconi. Si vede che l'odio si trasforma in voto. E comunque al più odiato dagli italiani dobbiamo un governo di cinque anni dopo mezzo secolo di esecutivi annuali o semestrali.
Berlusconi che sembra inciampare con gli alleati. Uno spiraglio. Veltroni colpisci. No. Walter Veltroni non trova modo migliore che improvvisare quel discorso patetico su futuro, principi e sepoffà in quei campi umbri da favola. Sepoffà con dietro i campi e nel pensiero l'America. Cose già viste e scadute in un qualche libro magari best seller ma comunque libro.
Questo il nuovo italiano. Questo il nuovo che dovrebbe stendere il panzer Berlusconi. Vogliamocibene e speriamo nel futuro non ci resta che dire.
E poi la lettera di ieri. Qualcuno ha forse capito il senso? Il motivo? Lasciando stare odi personali e discorsi del tipo l'ha scritta contro Berlusconi quindi va bene. Perchè siamo italiani. E sappiamo benissimo, nel profondo, il non senso di certe frasi. A cinque giorni dalle elezioni. Il leader di un partito che invita il leader dell'altro partito a giurare fedeltà e lealtà alla Repubblica. Con tanto di inno di Mameli e tricolore. Ma a quale titolo? Veltroni. E non mi interessa adesso ne il partito comunista ne il kgb. Ma un candidato premier che dice all'altro candidato premier di giurare. Con l'aggravante poi che questo candidato premier, Berlusconi, un qualche giuramento l'ha già fatto. Dinanzi a persone e istituzioni che forse un qualche titolo in più di Veltroni ce l'avevano e ce l'hanno.
La lettera di ieri è il romantico saluto di un politico che forse ci ha provato. Giustamente. Ma che per un motivo o per un altro è rimasto schiavo e vittima dei suoi stessi limiti.
Non si sa. Davvero non si sa come andrà a finire. È tutto possibile. È difficile ma possibile anche la vittoria di Veltroni. Ma sarà obbligatorio cambiare rotta. Cambiare addirittura tono di voce. L'Italia per riprendersi non ha bisogno di paesaggi e discorsi tirati a lucido su lealtà e fedeltà e buonissima politica.
Come l'Italia, e cambio direzione, non ha bisogno di nessun test mentale. E neanche di revisioni varie spinte da odio e intolleranza. Demonizzazione sempre e comunque del nemico. Di sparate al vento e accuse. E soprattutto di fucili e di regionalismi. Stiamo scivolando sempre più in basso. Produttività. Benessere. Salari. Occupazione. Giovani costretti a fuggire. Giovani che rimangono male. E quindi futuro mutilato. I discorsi da affrontare non mancano. Bisognerebbe solo cominciare ad affrontarli. E seriamente. Ma serietà e capacità sembrano non far parte di questi tempi.

4 commenti:

beffatotale ha detto...

Ciao Andrea, io credo che se veltroni non ha "colpito", come dici tu, e' proprio perche' invece di urla e gazzarra ha cercato di proporre temi, questioni e programmi come materiale per la campagna elettorale. Ha cercato, secondo me con successo, di far si' che serieta' e capacita' che tu invochi fossero il metro su cui giudicare a chi affidare il governo del paese. E per quanto riguarda la lettera, sono con lui. Perche' le dichiarazioni di ieri delle destre hanno passato di gran lunga il segno, e si deve dare ai cittadini il segnale che ancora c'e' qualcuno che quel segno lo ricorda e lo rispetta. Serieta' e capacita'.

Radiotps ha detto...

Veltroni ha condotto una campagna elettorale debole e noiosa, improntando tutto su toni talmente bassi da risultare piatti.
La serietà con cui ha affrontato i temi forti (?) non è mai stata affiancata a proposte reali, dunque probabilmente gli italiani non schierati preferiranno le famosissime cifre "alla cazzo" berlusconiane.

La Lega e le destre continuano ad essere viste come un che di folkloristico, e in effetti non sono molto di più, di certo niente di minaccioso ai valori democratici. Ecco perchè la lettera di Veltroni ha del ridicolo, ecco perchè Berlusconi può a ragione avanzare la protesta di non dover ricevere lezioni da nessuno. D'altronde nessuno in questa campagna gli ha sbattuto sotto il naso i suoi veri mali!

La lettera, appunto, è un addio - ed andrea lo segnala con lucidità - che al tempo stesso sa di consegna dello scettro. Mi sembra che ieri si siano chiusi i giochi.
Purtroppo.

Manuela ha detto...

La serietà con cui Veltroni ha affrontato i temi forti sta qui: http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=49098 (permettimi di darti il link).
Non capisco cosa significhi "una campagna noiosa": Veltroni si è rifiutato di scendere sul terreno dal suo principale avversario, ha cambiato il linguaggio della politica, si è lasciato dietro le spalle il berlusconismo e il catastrofismo tipico di una certa sinistra, e ha rivolto lo sguardo al futuro. Può darsi che qualcuno, nostalgico delle invettive incrociate (fascisti! comunisti!) abbia trovato "noiosa" la seria determinazione con cui Veltroni ha preso in mano la campagna elettorale (e, mi auguro, vincerà le elezioni). Ma molti di noi aspettavano da un decennio quanto sta succedendo oggi e, credetemi, non si annoiano affatto.
Quanto al senso della lettera, mi stupisce che sottili commentatori non ne abbiano colto il senso: la lettera non richiede alcun giuramento, ma comunica che "io posso prendermi impegni per la mia maggioranza, il mio avversario non può. Di conseguenza io riuscirò a governare, il mio avversario no, perché ostaggio della Lega". Non ci voleva tanto...
Non scordiamoci che "il principale avversario" ha potuto governare 5 anni (con in mezzo una crisi di governo e il cambio di una ventina di ministri...)perché la sua maggioranza fu eletta con il sistema elettorale precedente al "porcellum". Se malauguratamente dovesse farcela anche stavolta, la legge elettorale (fortemente voluta da lui) lo metterà di fatto nella condizione in cui è stato messo Prodi.

giandavide ha detto...

non sono assolutamente d'accordo sull'innocuità della destra, dovuta al suo aspetto fokloristico. beppe grillo ha ricoglionito molte persone che pensano che veltroni e berlusconi abbiano gli stessi soldi casomai. ma quando ha perso rutelli e berlusconi ha governato per 5 anni io nonriuscivo ad aprire un giornale senza bestemmare, e questo è quanto. il folkore per 15+ 5 anni un ventennio fascista, non è più tale. è golpe

http://it.youtube.com/watch?v=0DUBzklVT9w