Google

venerdì 2 maggio 2008

Il Curriculum dei "grandi" italiani?

Vi siete mai chiesti almeno una volta, ma questo personaggio chi è? Da dove viene? Potrebbe essere informazione gradita a molti sapere il cammino dei tanti paladini della buona civiltà in Italia. Magari uno stimolo per i più giovani a seguire il corretto cammino. Una dose di ottimismo.
O leggere il Curriculum Vitae della ragazza che nella semplice rete locale legge le news del giorno o fa l'inviata dalla piazza o dal comune.
Anche in questo caso in italia siamo una eccezione. Non si sa quasi niente di chi ci dice tutto. Ci sono fenomeni che escono, nascono dal nulla e si impongono senza neanche presentarsi.
Della maggior parte non sappiamo neanche se sono laureati o no. Non conosciamo gli studi, la formazione e soprattutto. Soprattutto. Soprattutto. E ripeto soprattutto perchè ben più importanti di un libro: le esperienze. Quelle vere. Non i viaggi da uno studiolo all'altro. Forse i tabulati telefonici potrebbero dirci qualcosa. Ma non conosciamo neanche quelli. Secondo voi è indice questo fenomeno di un qualcosa che non va?
Perchè, per esempio, se digito semplicemente CV e nome di un personaggio pubblico spagnolo, otto volte su dieci mi esce un quadro abbastanza completo del personaggio. Addirittura i Master, le esperienze di lavoro, le collaborazioni. La maggior parte delle volte è tutto li. A portata d'occhio. So per esempio che la conduttrice di un notiziario galego è laureata, ha fatto master a Madrid, ha collaborato per anni con riviste a livello regionale. Locale. Ha scritto libri per l'università. Collaborato con professori universitari della capitale spagnola. Fatto stage e dopo quasi due anni di notiziario alle sei del mattino è arrivata a condurre quello dell'ora di punta. Una catena televisiva non nazionale ma autonomo regionale di Galizia. Provate a vedere chi è quella che vi legge le notizie ogni mezzogiorno nella tv di casa vostra. Anche a livello locale. Io non ho trovato nulla. Nemmeno una semplice informazione. Forse perchè non ha da dire nulla? Non lo so. Non possiamo saperlo. In Italia di solito chi può dire qualcosa tende a manifestarsi bene. Il silenzio in Italia è indice sempre di un qualcosa di distorto. Che ormai è costume. Quindi normale.
Ma queste piccolezze, questi dettagli sono indice di un qualcosa che non funziona. E non si possono cambiare le grandi cose senza prima passare dalle piccole. Dalle minuscole.
Non ci sono paesi migliori e paesi peggiori. Ci sono tante differenze. Che si vedono proprio dai dettagli. Quelli piccoli. Non le piazze piene e le offese. Ma anche il rumore può essere un buon modo per non cambiare nulla. Perchè dietro il rumore la maggior parte delle volte si nasconde il nulla. Solo meccanismi da capire e rispettare. In silenzio. E che a tutti, o quasi tutti, alla fine vanno bene.
Questa Italia, nel profondo, va bene alla maggior parte degli italiani.
AP

1 commenti:

Social_ambientalismo ha detto...

La coscienza degli italiani è ancora addormentata, ma si sta svegliando, anche se non sembrerebbe. Spegnere la Tv è la cosa più saggi da fare.