A sinistra c'è una certa confusione. Non che a destra le cose vadano a meraviglia ma nelle ultime ore affermazioni e scelte abbastanza confusionario promozionali di Veltroni e Arcobaleno Sinistra unita hanno aperto il campo a nuovi dubbi e più di qualche perplessità.Partiamo da Veltroni. Dopo la candidatura di Veronesi la rivolta cattolica, forte e ben argomentata. Dopo i radicali è la volta di Binetti e teodem. Mondi che distano anni luce. Gli uni dagli altri. E mondi soprattutto in guerra. Gli uni contro gli altri. E non su questioni pratiche e quotidiane come pane, latte e cereali. Bensì su questioni ben più profonde e dove la coscienza, e la fede, giocano un ruolo non indifferente. Aborto, contraccettivi, famiglia, ecc...
Veltroni invita alla calma e anzi afferma che è giunta l'ora del dialogo. Domani vedremo quindi l'ala cattolico zelante dare ragione ai gay in piazza con la bandiera radicale, o ancor meglio sempre l'ala cattolico zelante arrivare ad una felice conclusione su una profonda e vera laicità dello stato. I preti a casa loro e chi vuole santificare le feste lo faccia ma in silenzio. Sarà davvero un bel momento. O forse, e finalmente, we can (con enfasi veltroniana), i radicali e Veronesi stesso stendere il tappeto rosso al secondo tentativo del Papa alla Sapienza di Roma. Vedremo.
Ma Veltroni, che è uomo dalle mille risorse, sta rispondendo ai dubbi che arrivano da più parti cercando di accontentare tutti. E così ecco la candidatura dell'operaio per gli operai, della giovane per i giovani, dell'imprenditore per gli imprenditori, del laico appunto per i laici e dei cattoli per i cattolici. E nessuno escluso. Di ieri la notizia della futura lotta per i diritti degli omosessuali. E puntuale la candidatura di un campione della lotta all'omofobia. Adesso, non sorprende sicuramente il progetto. Tutti rappresentati. Ma questo tutti, a risposta diretta e immediata di contrasti e dispute, sembra più un accozzaglia raccimola voti che un serio programma. Così facendo non è una personalità forte e un partito sotto la guida di questo leader, ma un ammasso di personalità tutte con un proprio preciso interesse, e scommettiamo, con tanta voglia di far carriera e non perdere l'occasione data dalli tristi tempi. E qualche altro ballerino di poltrona sicuramente si nasconderà. Uno di quei ballerini in grado di far finire anzi tempo lo spettacolo. Il rischio è alto.
Tutti principi che ben si accostano al grido di battaglia della Sinistra più radicale. Viva Zapatero! L'ultimo spot pubblicitario del popolo dell'Arcobaleno. Ma a leggere bene, ma anche non troppo bene, non si sa in pratica quanto Zapatero in questa visione di mondo c'azzecchi. Si è sempre parlato di derive zapateriste. Sempre presentato il leader spagnolo come un campione rivoluzionario di idee e principi. La Spagna come la Cuba dei sogni infranti dei lottatori di sinistra. Niente di tutto questo a vedere la realtà. In Italia solo una moda e un nome utilizzato, e abusato, in più di una occasione. Perchè il signor Zapatero con la sinistra estrema ha poco a che vedere. E niente da spartire. E quindi navighiamo sull'onda del falso mito. Cosa che alla sinistra estrema è sempre riuscito a meraviglia.
AP



















