Arriva il monito ufficiale del Garante per le comunicazioni. Par condicio calpestata ripetutamente. Da parte dei due colossi PdL e PD nei confronti delle altre realtà politiche. E del PdL nei confronti del diretto concorrente PD. Si parla troppo di Berlusconi. E a volte solo di Berlusconi. E scatta il richiamo. I numeri sono numeri e le differenze sono evidenti. Tutti i telegiornali dedicano la maggior parte dello spazio al Popolo della Libertà. Soffre quindi il PD. Ma a soffrire, ingiustamente, sono soprattutto le realtà ormai isolate. C'è una manovra ben chiara. Ormai da mesi, da anni. Un progetto studiato a tavolino da entrambi gli schieramenti. Forse questa la vera grande alleanza. La prima. E pensiamo non l'ultima.
Fare fuori realtà o schegge della politica italiana. Giusto, probabilmente, se visto in ottica di ipotetica futura stabilità ma a dir poco scandalosa se pensiamo a modi e raggiri.
I "piccoli" sono praticamente svaniti nel nulla. Nascosti e calpestati. Da tutti. Bruno Vespa ha invitato tutti, tra programmini e rinunce e fughe di protesta. Troppo poco. Se pensiamo all'andazzo generale. Come una caramellina data al bambino per non farlo piangere. E in molti oggi in Italia ignorano programmi e candidati premier. Più o meno credibili non importa.
Lo ha fatto l'informazione pesante. Lo ha fatto, a quanto pare, la rete. Ma è quello che vuole davvero la gente?
I blog, realtà in aumento costante di peso e credibilità, hanno cercato di prendersi, lo possono ancora fare (non si sa per quanto!), il proprio spazio. Tantissimi i blog nati per appoggiare l'uno o l'altro candidato. Da semplici gruppetti di appassionati ma informati e competenti (troppe volte più degli stessi giornali "seri") a vere e proprie organizzazioni legate al partito. Ma in un sistema come quello italiano, ancora volutamente arretrato in tema di informazione e nuovi media (basta fare un giro negli Stati Uniti) anche il tentativo più brillante e serio, se non appoggiato, cade ed è caduto nell'oblio. E anche i pochi giornali nazionali che hanno fatto finta di dedicare spazio ai blog, lo hanno fatto o a senso unico o, soprattutto, scivolando nel ridicolo. Per far perdere il tutto di credibilità e di sostanza. Una realtà divertente e poco seria. Questo devono continuare a essere i blog e la comunità in rete. Negli USA direttori di telegiornali e autori televisivi scrivono in blog e intervengono in più di una comunità. Che diventa come un tempo in più, oltre il televisivo, per le idee e per i progetti. Questa cultura nel Bel Paese ancora manca. E per l'educazione dei nostri giornalisti (ben superiori alla comun parola e idea) forse mancherà ancora per molto tempo. Forse perchè ormai neanche più in grado questi di dialogare e ricevere e dare risposte. Chiusi nel proprio sistema da coccolare e intenti a lucidare corazze di protezioni varie per resistere agli urti. Libertà che si ruba e deruba a scapito dell'informare. Ma non è più una novità.
L'informazione quindi va per una sola strada. E a quanto pare neanche a doppio senso. E i semafori al massimo lampeggiano. Il più forte passa.
Il richiamo a un maggior rispetto dei tempi e a un più serio equilibrio è arrivato. Niente cambierà come al solito. Anche perchè ormai i giochi sono fatti. Quello che si voleva fare lo si è fatto. I più furbi son saltati sul carro armato, i piccoli cingolati si sono ridotti a ferro fumante. Garante o non garante questa è la triste realtà ormai da anni.
AP