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martedì 13 maggio 2008

La Spagna e i mali altrui - parte seconda -

scrive rojarosevt nel commento al primo post "La Spagna e i mali altrui":
erasmus ed anche un po' di attività politica nei giovani socialisti di valencia.
2 esempi valencia: alicante 140 km in treno è considerata la linea più lenta di tutta la spagna ( come mi confermarono alcuni amici,che mi dissero che era follia farsela in treno), ci si impiega 2 ore. viterbo- roma 85 km in treno ci si impiega 1 ora e 50. in spagna se dicono che una opera pubblica va fatta entro il giorno x , stai sicuro che è così, e soprattutto non c'è il simpatico giochetto della lievitazone dei preventivi.
Hanno un sistema di welfare moderno, le università sono ottime, è un paese giovane e dinamico, le città anche se governate dalla destra non son governate dai palazzinari.
Altri esempi. Se in spagna dicono in tutta questa area sorgerà il campus universitario , stai sicuro che è così, non come in italia che dove dovrebbero nascere facoltà o case dello studente ci fanno crescere i centri commerciali, non è un caso che appena finita la triennale è molto probabile che la specialistica la farò in spagna, oppure vi andrò a cercare fortuna.
Rojarosevt, ti chiamo così perchè non avendo il nome ti parlo per nick. Una volta letto dei 5 mesi a Valencia immaginavo fosse erasmus. Ti dico un paio di cose. Anch'io ho fatto l' erasmus, e l'ho fatto per un intero anno, non 5 mesi. Non posso certo dire di conoscere il Portogallo, paese ben più piccolo della Spagna. Un'esperienza molto bella, molto profonda, a tratti estrema. A quasi tre anni di distanza da questa esperienza e dopo una ripartenza proprio per il "paradiso" spagnolo comincio a rendermi conto di tante cose. Posso definirmi uno partito in cerca di fortuna proprio come dici te. Tanti miti son crollati e tutto e ripeto tutto ha cambiato drammaticamente dimensione. I tempi sono diversi, la gente è diversa. Non c'è quella leggerezza d'avventuriero in avanscoperta. Dove tutti ti sembrano amici e rimpiangi l'esser nato altrove e soprattutto detesti il tempo che passa. Qui in Spagna non ho neanche più l'università come protezione. Una corazza. Io ti auguro tutta la fortuna, se avrai davvero il coraggio di partire. E la forza per resistere. Il problema Rojarosevt non è il paragone, non possono esistere paragoni. Il problema non è un treno che in situazioni e paesaggi completamente diversi ci mette 1 ora, perchè ti invito a fare un giro per esempio in Galizia per vedere come cambiano le cose. Ma è questione di paesaggi, non sono colpe o demeriti (anche, a volte). No, dove sei stato tu non è la linea più lenta di tutta la Spagna. Ma con questo non voglio in nessun modo giustificare carenze e scandali italiani, sono tra i primi a scagliarmi contro il mio paese "malato". Ma attenzione. Attenzione ai sogni, alle visioni distorte. Alle piccole parentesi ingannevoli. Partiamo dall'Italia con l'idea che troveremo sicuramente qualcosa di migliore. È nella nostra natura. Siamo un caso unico. Uno spagnolo con il cazzo ti dirà che è peggio di te. Noi italiani troviamo sempre e comunque il modo di dirlo. E crederlo. E lo diciamo a tutti e ne andiamo anche fieri. Dimenticando tante cose. Troppe cose. La Spagna negli ultimi anni è stata protagonista, per meriti, di un boom incredibile. Numeri da capogiro. Ma non sarà sempre così. La Spagna è un paese che amo. Amo una spagnola quindi più di così che dire?! Ma sono realista. Il più possibile. E sono qui da normale cittadino. Non come studente o militante temporaneo socialista nel paese di Zapatero. E la Spagna ha i problemi penso di ogni paese. Con l'aggravante (non sempre è un bene!) di essere un paese molto giovane. Non sempre sinonimo di freschezza e velocità. Tante divisioni, tanti problemi di sviluppo, apertura, emancipazione. È un popolo con un orgoglio folle. Chiuso nelle proprie convinzioni. E una informazione che reputo a dir poco indecente. E lascia stare la faziosità, lascia stare le posizioni e il dire contro. Perchè quando un quotidiano, di destra o sinistra scrive falsità sono falsità. E anche qui capita spesso. Capita spesso di nascondere i problemi con un sesto posto di Alonso. Attenzione perchè queste cose sono indice di un qualcosa che non va. La Spagna ha un livello di corruzione a livello amministrativo regionale da brividi. Arrestano un sindaco al mese. Anche se lo dicono dopo le notizie sportive o a seconda del tg e dello schieramento. Si parla di quello che succede fuori dal paese per due minuti massimo (e sempre in negativo). Con un servizio massimo. El Pais non pubblica i commenti che dicono qualcosa contro la sua idea o più moderati. Questi sono particolari da non sottovalutare. Campanello d'allarme di un qualcosa che davvero non va poi così alla grande. Guardiamo ogni cosa, non solo le feste e le bandiere. La Spagna è un paese che ha tanto da offrire e tante cose che non vanno. Come ogni paese. L'Italia e noi italiani dobbiamo solo, se vogliamo affrontare e risolvere come abbiamo sempre fatto, smetterla di metterci in una categoria sempre e comunque inferiore. Rispetto agli altri. Rispetto a paesi che non ci sono superiori in niente. Una cosa dovremmo imparare dai nostri fratelli spagnoli, l'amore per noi stessi e il nostro paese. In questo gli spagnoli sono imbattibili. Magari non farci confondere dal fanatismo, questo no.
Io da amico, da italiano, da giovane, ti auguro tutta la fortuna possibile. Non sono tempi bellissimi. Tante le cose che dovrebbero cambiare. Tanta fortuna e il coraggio di valutare ogni cosa. Il bello e il brutto. Non guardare le piccole realtà con soli occhi socialisti. Zapatero è forte, l'ho scritto più volte proprio qui, ma anche molto molto abile. E la politica è politica in ogni luogo. Con le sue ragioni e le sue illusioni.
Andrea

La Spagna e i mali altrui

Da un po di tempo il quotidiano El Pais ha cominciato una battaglia dura e patetica contro l'Italia. I motivi li sapranno loro. Una linea talmente estrema e antiberlusconiana che Santoro e Travaglio a confronto sembrano dilettanti. Notizie nella maggior parte dei casi false. Inventate da un trio di giornalisti tra i quali spunta un nome italiano, Laura Lucchini. Non sono scemi gli spagnoli. E notizie aperte a commenti esterni dei lettori. Commenti naturalmente non del tutto liberi. Passano solo quelli che dicono che l'Italia è un paese del terzomondo e Spagna caputmundi. È la linea di un paese decisamente chiuso e ignorante. Che mi ha sorpreso soprattutto per l'idea che noi italiani abbiamo dei nostri fratellini iberici. Spagna sempre vista come una sorta di isola felice. Quello che noi italiani non siamo. Io più passa il tempo e più mi tengo stretto i miei mali.
Questa settimana è il turno dell'Italia xenofoba che caccia fuori il nemico. Adesso si può dire tutto dell'Italia ma non certo della sua xenofobia. In Spagna le arie, nonostante Zapatero, sono e rimangono arie brutte in termini di integrazione e socializzazione con il fuori confine. Con chi il sangue non ce l'ha spagnolo. Basta vedere un qualche servizio dalla capitale o da Barcellona. Qui la gente alla prima cazzata ti viene a prendere a casa e ti sbatte nel mediterraneo. Giusto? Sbagliato? Non giudico. Ma uno spagnolo che mi dice italiano sei un razzista xenofobo mi fa sorridere. Amaro. Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine su questo argomento. Mi limito per oggi a dirvi, chiedervi, se un paese è libero quando fa questo tipo di informazione. Questa è la Spagna della libertà e dei diritti? Falsità e censura preventiva? Provate a scrivere un commento contro la notizia "santoriantravagliana" estrema, molto più estrema, di El Pais. Primo quotidiano spagnolo. Quotidiano che ha selezionato commenti del tipo quando sbattono fuori dall'Europa questa Italia terzomondista? Questa è l'informazione che Beppe Grillo fiero posta sul suo blog? Mi tengo stretto il Corriere della Sera e l'Unità (ben più realista del Pais).
AP

lunedì 12 maggio 2008

L'Italia dei comici e dei giornalisti vittima

È uno strato. Pesante. Bello spesso e dai confini, dalle forme chiare. Ben delineate. Comincia a mancare di originalità. E si sa il mercato prima o poi ti punisce. Un libro vende fino a quando spacca come novità, si lavora di passa parola e si mette in una posizione di piacere per forza. Questo strato conserva soprattutto l'ultimo particolare d'obbligo. Chi si sente fuori e in un qualche modo vittima incompresa di un sistema folle ascolta i vari Luttazzi, Guzzanti, Travaglio, vere e proprie icone di una sinistra che sinistra non è. Senza pensare troppo che il vaffanculo io lo devo pagare, loro con questo vaffanculo si riempiono tasche e fanno carriera.
È il paradosso. Io piango per il mio Paese e osservo il mio Paese negli occhi di chi lavora. Di chi studia. Di chi è obbligato a fare valigia e andare altrove per trovare, o almeno cercare e aver possibilità di farlo, una posizione. Non sentirsi una merda. E sono tanti. Ne ho conosciuti tanti purtroppo. Talenti italiani all'estero. Chi professore, chi assistente, chi giornalista, chi semplice impiegato, eccetera. Tanti.
Questo sono il vero volto dell'Italia che soffre. Questa è l'Italia. O tutta quella gente che si fa le sue ore su ore su ore di lavoro. Con un contratto a tempo determinato se va bene. Ragazzi che hanno studiato e costretti a saltare da uno stage non retribuito all'altro. Questa è l'Italia. E nelle loro parole c'è la storia. La verità. Loro dovrebbero andare in televisione. Avrebbero sicuramente molte più cose da dire di Travaglio. Di tutta questa ciurma di paraculi con appoggi politici a sparare a tempo debito. Vittime in carriera. Vittime dall'articoletto pronto e dai cinema pieni.
La maggior parte di chi scrive di operai e opina addirittura sugli operai e la loro situazione non è mai entrata un solo giorno in fabbrica. La osserva (se va bene) dal suo studio in una qualche storica via del giornalismo italiano. Trova e si coccola chi lo mette li e scrive. Scrive (se va bene), se no fotte qua e la e narra la sua storia. Nella sua ignoranza scrive. Si studia le carte o le fonti che gli passano ed ecco i vari Travaglio e company. Vi siete mai chiesti perchè questa gente ripete alla fine sempre la stessa storia? Si specializzano in demonizzazione. Niente di più facile. Ma fuori da quel discorso costruito sono nulla. A volte vanno in televisione e alla semplice domanda di strada (sempre meno, roba da Pasolini) , di vita cominciano a borbottare idee, balbettare e lavorare di immaginazione per poi concludere sempre nel loro campo: è tutta colpa di... in un Paese dove... Fino a quando c'è...
E si cibano della disperazione della gente. Della gente che per rabbia e insoddisfazione vuole sentirsi dire certe cose, si aggrappa al personaggio che lo fa sentire in un gruppo (mai solo eh!?) di privilegiati. Autentiche guide spirituali dalle tasche piene. Ci si sente importanti a firmare fogli che non serviranno a niente (per legge), a mandare a fanculo tutto e tutti ed eccoci qua. Con euro in meno per viaggi, cibo, magliette e cappellini. E a osannare chi invece torna a casa con euro in più e tanti per i tanti che sono accorsi all'evento. Della gente che in un mondo di silenzio e chiusura si sente qualcosa per poter scrivere su un blog di questo qualcuno. C'è il mio nome li a dire questo (e non su un blog normale eh, e di bei blog ce ne sono tanti davvero!..su quello di...). E lo si dice ad amici, parenti, ci sono nomi che si ripetono e si ripetono e si ripetono alle ore più assurde. E poi a uno (con un nome naturalmente) che ti fa scrivere senza filtri non compri l'ultimo dvd? Ed ecco il mercato...
Tutto sulla disperazione della gente. C'è un bisogno fottuto di sentirsi qualcosa o qualcuno. Non sei niente a lavoro, non sei niente in una scuola o una università. Diventi qualcosa in rete. Ti senti qualcosa se condividi il concetto che Berlusconi è un mafioso. O Veltroni un topo gigio. Ormai si chiamano così. L'analisi è questa. Testa d'asfalto, topo gigio, per Travaglio a destra tutti mafiosi, queste sono le analisi ma fa parte del gioco. La violenta semplicità alla portata di tutti. Ai diversi livelli. Parli così per questa gente, per la massa, parli cosà per chi devi far sentire superiore anche solo con il linguaggio. Allora Topo Gigio lo trasformi in un qualche modo, gli dai forma per essere alla portata del professore e del colto che ha bisogno di termini e definizioni. Ma la sostanza rimane la stessa. La violenta semplicità. Un professore mica lo va a chiamare psiconano, ha bisogno di termini e se gli spari un qualcosa in latino ti compra pure il libro che puntualmente il comico o giornalista di turno (ormai i soliti) ha pubblicato giusto la settimana prima del fuoco. Pensate al picco di vendite di Travaglio nei prossimi giorni. È un modo tutto onesto di far carriera. Pensate al valore delle sue prossime comparsate. Dei suoi prossimi monologhi. Violenza. Andate a guardarvi i video, son tutti su youtube. L'applauso fiero e di rivolta, di branco, scatta sempre all'offesa. Poco importa se poi questo non mi presenta la fonte, non mi fa vedere un qualcosina di tangibile giusto così anche per ricordo della serata. Dopo Schifani cosa ci sarà un'ameba? La muffa? No questa no perchè importante. E in una battuta preparata ti fa sentire qualcosa in più. A te che la capisci. In molti un qualche dubbio sarà pure balenato. Muffa...utile? Ma si passiamo per ignoranti? No. Bravo Travaglio. Grillo parla per la strada. Vaffanculo lo capiscono bene o male tutti. Travaglio parla per chi conosce i meriti delle muffe. Io sono un perito chimico biologico quindi l'ho capita al volo. Per mia fortuna. Ma alla base c'è la stessa inculata. Io capisco, urlo, batto le mani, loro si riempiono le tasche e il loro borsone di fama e celebrità e fanno carriera. Tanto se poi Schifani o chi per lui denuncia (magari dirà Travaglio!) si parlerà di regime e marcia su viale Mazzini.


AP




domenica 11 maggio 2008

I monologhi di Travaglio

Ma la sinistra ha davvero bisogno di uno come Marco Travaglio? I suoi monologhi stanno diventando giorno dopo giorno, gettone televisivo dopo gettone un qualcosa di insopportabile e ripetitivo. Con quell'aria da intellettuale saccente. Il suo archivio. La sua voce continua, senza pausa. Monologhi. Sempre monologhi. E gli argomenti, sempre gli stessi. Accendi la televisione e Travaglio ti parlerà o di conflitto di interessi, o di mafiosi sempre nel centrodestra, Mangano, Dell'Utri, ormai i suoi monologhi sono prevedibili, lenti. E la sua faccia sempre più da scolaretto da trenta e lode all'università. Basta. Basta.
Ripeto, la sinistra, visto che si parla di quello strato che io reputo dannoso e forse la vera causa di tanti mali che stanno appunto a sinistra, ha davvero bisogno di personaggi del genere?
Io reputo Marco Travaglio una persona intelligente (eccome!) ma davvero pesante. In ogni senso. Travaglio va all'evento culturale e parla solo. Va nelle trasmissioni e parla solo. Si abbassano le luci come a teatro. Per oscurare quello che sta attorno perchè lui deve essere solo. Lui e i suoi monologhi.
Senza contraddittorio, senza prove tangibili, senza numeri. Una serie di fonti, un lavoro sottile di lingua. E ormai è la stessa sinistra, era ora!, a mettere un qualche freno.
Perchè a curriculum la parola "epurato" manca a Travaglio. E fa gola a tutti. Ha portato tantissima fortuna a molti. E lui è alla disperata ricerca di questo splendido status. Alza i toni Travaglio, tanto è solo!, e tira in ballo muffe e batteri che verranno dopo Schifani, seconda carica dello Stato. Anzi le muffe no che sono utili afferma l'intellettuale. Questa l'ultima analisi profonda di Marco Travaglio. E subito a casa a vedere se mi censurano così passo un paio d'annetti a sfornare libri e riempire teatri e passare da vittima del sistema dittatorialberlusconiano. Con la sinistra fuori dal Parlamento, il Partito Democratico allo sbando questi intellettuali pensano bene di fare così. Pensare al bene del paese e sparare. Sparare per poi attendere l'intervento di qualcuno e gridare allo scandalo. Cazzo ormai in questo paese dittatoriale non si può più neanche sparare.
E la sinistra dopo silenzi e sconfitte pesantissime finalmente interviene. Prima Santoro che poveretto dopo puntate dedicate a Beppe Grillo e ospiti non tanto a sorpresa e dalle posizione ben chiare (Travaglio sempre presente) viene richiamato. Travaglio ieri ha affermato che stanno facendo di tutto per tagliare Santoro. E proprio Travaglio. Tutti si dissociano dalle sparate dell'intellettuale e addirittura la Finocchiaro, presidente dei senatori del PD, arriva a definire l'intervento qualcosa di inaccettabile. Attento Travaglio che stavolta ti silura la sinistra. E io personalmente lo spero. Perchè la sinistra ha bisogno di idee e progetti, di abbassare lo sguardo a livello strada e tornare a sentire i bisogni veri della gente che dei tuoi monologhi non sa proprio che farne. Roba da università e pochi elevati cervelli. Che a quanto pare sono in netta minoranza, per fortuna, in Italia.
La Finocchiaro definisce l'accaduto inaccettabile. Poche sono le parole da aggiungere. Poche sono le parole da aggiungere.
AP

sabato 10 maggio 2008

Governo Berlusconi inesperto?

Sto leggendo con grande attenzione in questi giorni le reazioni dei vari quotidiani al nuovo governo Berlusconi. Chi si. Chi no. Naturalmente. Nessuna novità e ben vengano critiche e dubbi.
Ma una cosa mi fa sorridere. Durante la campagna elettorale si è parlato a più riprese e su tutti i giornali, trasmissioni di Italia vecchia. Di Italia in mano agli over 50 se non 60 e 70. E sempre si è parlato di questo tema in modo molto critico. Negativo.
Ci sono stati paragoni sempre da me ritenuti idioti. Negli ultimi tempi il paragone continuo con la Spagna. Come se in Spagna fossero tutte rose e fiori e felicità. La Spagna è sempre stata per l'italiano come una sorellina più fortunata. Di e per cosa non si sa. E allora viva il governo dei giovani spagnoli. Viva il governo delle donne. Viva Zapatero. Eccetera.
D'accordo. Su molti inviti posso anche, nel mio piccolo, essere d'accordo. Quindi avanti i giovani. Avanti i volti nuovi.
Ecco. Ma in Italia la contraddizione è quasi d'obbligo. Quindi ricerchiamo in altre vicine realtà il meglio (ritenuto da noi meglio) per poi scagliarci contro. Non l'Italia in mano ai soliti per poi dire che i nuovi non hanno esperienza. Addirittura li chiamiamo, come fa il Corriere, incompetenti.
Ma perchè i ministri trentenni socialisti spagnoli che competenze hanno?
Zapatero stesso, se lo guardiamo con nostra visione italiana, che esperienza ha? Sarebbe in Italia definito un primo ministro incompetente. Sarebbe definito uno non all'altezza.
Zapatero ha ricoperto ruoli da militante socialista. Cresciuto come militante socialista negli anni del postfranchismo. Responsabilità all'interno del partito socialista per poi presentarsi come nuovo modello da seguire e votato. In Italia sarebbe etichettato incompetente.
Idem per vari ministri spagnoli. Quelli che in tanti sognano. Che bella la Spagna. Molti con esperienze solo di partito o a livello regionale. Anche perchè un trentenne difficile possa avere esperienze importantissime.
Sarebbero anche loro definiti incompetenti.
E non è un discorso di destra o sinistra. Se Veltroni avesse presentato un gruppo giovane e dinamico l'articolo sarebbe stato differente? Possibile ma per motivi strettamente politici di favore. Non certo per convinzione.
Quindi la cosa è una e solo una: Novità significa anche investimento. Fiducia. Un trentenne è incompetente. In Spagna questa "incompetenza" ha fatto molto bene in questi anni. Vedremo se saprà confermarsi. In Italia questi "incompetenti" sono già un fallimento. Siamo davvero un paese strano.
AP

sabato 3 maggio 2008

Caos redditi

Redditi on-line. Dati fuori controllo. E di oggi la notizia che addirittura scivolano in rete numeri sballati, dichiarazioni false, dichiarazioni ritoccate. Un vero e proprio caos insomma.
Se volevi sapere il reddito del tuo vicino di casa, del tuo ex vicino di banco delle medie, superiori. Eccolo a portata di click.
Il mercato è su EMule. Digiti il codice, scaricabile comodamente dal sito dell'Agenzia e ormai in tutta la rete, e ti escono tutti i dati che vuoi. Ordinati per parti, ordine alfabetico, generi. Tutto.
Vista così sullo schermo in effetti non è piacevole. Cognome Nome, nascita e reddito. Tremendo.
Tremendo soprattutto quello che può scatenare tutto ciò. Perchè in questi casi non va vista la cosa dal punto di vista legale, civile. Ma pensare sempre al marcio e al negativo. E queste sono informazioni che possono davvero creare col tempo problemi. Personali, professionali e di sicurezza. Ci sono ragazzi giovanissimi con cifre abbastanza alte. Ci sono padri, madri. È davvero così importante ai fini democratici sparare in rete tutte queste informazioni?
E adesso in rete ormai è il delirio. C'è chi mette insieme i milionari, gli artisti, i giornalisti. Ormai trovi tutte le informazioni divise per generi o come preferisci.
Questo era il risultato prevedibile. E non si poteva non immaginare.
Questa non è democrazia o trasparenza.
Ma quello che lascia pensare e non poco sono i sondaggi. Un giro panoramico ieri per i principali quotidiani dava vincitore il fronte del "è giusto". La maggior parte dei lettori dice si. Dati su internet. Con l'eccezione della Gazzetta dello Sport. Davvero imbarazzante.
Visco denunciato. Spiegazioni lunedi. Ma il problema è un altro. Adesso è Visco sotto accusa ma qualche giorno fa, il giorno del fattaccio sui giornali si scriveva una cosa penso importante, Passata troppo presto in secondo piano. Romano Prodi. L'ex primo ministro consigliava la pubblicazione dopo le elezioni del passato aprile. Non siamo dinanzi quindi a una follia di una sola persona. Ma una domanda non può non sorgere spontanea: perchè? Perchè questa pubblicazione improvvisa post elettorale? Studiata a tavolino tempo prima. Perchè? A quale scopo reale?
AP

venerdì 2 maggio 2008

Il Curriculum dei "grandi" italiani?

Vi siete mai chiesti almeno una volta, ma questo personaggio chi è? Da dove viene? Potrebbe essere informazione gradita a molti sapere il cammino dei tanti paladini della buona civiltà in Italia. Magari uno stimolo per i più giovani a seguire il corretto cammino. Una dose di ottimismo.
O leggere il Curriculum Vitae della ragazza che nella semplice rete locale legge le news del giorno o fa l'inviata dalla piazza o dal comune.
Anche in questo caso in italia siamo una eccezione. Non si sa quasi niente di chi ci dice tutto. Ci sono fenomeni che escono, nascono dal nulla e si impongono senza neanche presentarsi.
Della maggior parte non sappiamo neanche se sono laureati o no. Non conosciamo gli studi, la formazione e soprattutto. Soprattutto. Soprattutto. E ripeto soprattutto perchè ben più importanti di un libro: le esperienze. Quelle vere. Non i viaggi da uno studiolo all'altro. Forse i tabulati telefonici potrebbero dirci qualcosa. Ma non conosciamo neanche quelli. Secondo voi è indice questo fenomeno di un qualcosa che non va?
Perchè, per esempio, se digito semplicemente CV e nome di un personaggio pubblico spagnolo, otto volte su dieci mi esce un quadro abbastanza completo del personaggio. Addirittura i Master, le esperienze di lavoro, le collaborazioni. La maggior parte delle volte è tutto li. A portata d'occhio. So per esempio che la conduttrice di un notiziario galego è laureata, ha fatto master a Madrid, ha collaborato per anni con riviste a livello regionale. Locale. Ha scritto libri per l'università. Collaborato con professori universitari della capitale spagnola. Fatto stage e dopo quasi due anni di notiziario alle sei del mattino è arrivata a condurre quello dell'ora di punta. Una catena televisiva non nazionale ma autonomo regionale di Galizia. Provate a vedere chi è quella che vi legge le notizie ogni mezzogiorno nella tv di casa vostra. Anche a livello locale. Io non ho trovato nulla. Nemmeno una semplice informazione. Forse perchè non ha da dire nulla? Non lo so. Non possiamo saperlo. In Italia di solito chi può dire qualcosa tende a manifestarsi bene. Il silenzio in Italia è indice sempre di un qualcosa di distorto. Che ormai è costume. Quindi normale.
Ma queste piccolezze, questi dettagli sono indice di un qualcosa che non funziona. E non si possono cambiare le grandi cose senza prima passare dalle piccole. Dalle minuscole.
Non ci sono paesi migliori e paesi peggiori. Ci sono tante differenze. Che si vedono proprio dai dettagli. Quelli piccoli. Non le piazze piene e le offese. Ma anche il rumore può essere un buon modo per non cambiare nulla. Perchè dietro il rumore la maggior parte delle volte si nasconde il nulla. Solo meccanismi da capire e rispettare. In silenzio. E che a tutti, o quasi tutti, alla fine vanno bene.
Questa Italia, nel profondo, va bene alla maggior parte degli italiani.
AP

Gran Bretagna, crollano i labour

Walter Veltroni parlava di un vento nuovo. Forte. In tutto il mondo. Una rivoluzione. Lui doveva farne parte. Si ritrova all'opposizione, in crisi e la sinistra addirittura fuori dal Parlamento. Italia a "centro"destra. Nettamente. Conservatorismo e "estremismo" regional popolare. La Lega Nord. La stessa Italia dei Valori. In Gran Bretagna il partito laburista di Brown, il successore di Blair rischia di diventare il terzo partito inglese. Un crollo impressionante e con un solo precedente, negli anni sessanta. Esulta David Cameron che definisce il risultato elettorale come un voto contro Brown e il suo governo e soprattutto un positivo voto di fiducia nei confronti del Partito Conservatore.
Ci sarà a questo punto un rimpasto di governo, una riflessione interna al partito ma che dire? La prima prova di Gordon Brown nel dopoBlair è un disastro. E mancano ancora i risultati della capitale, Londra. Una disfatta.
E ci stiamo avvicinando all'appuntamento dell'anno. Le presidenziali americane. I due democratici Obama Clinton ancora in lotta. McCain in attesa della grande sfida. Una sfida pericolosa. Con i conservatori, anche in questo caso, in vantaggio.


AP



giovedì 1 maggio 2008

Di redditi, Grillo e di Italia

Riprendo il discorso da un intervento di un visitatore (commento a "Italiani scandalizzati"). Lo spettacolo. Gli italiani è vero, da un pò di tempo hanno imboccato la facile via della spettacolarizzazione di ogni evento. Soprattutto il negativo. Addirittura il macabro. Ci vogliamo sempre mettere dentro la testa. E vogliamo farlo a modo nostro. Fino in fondo. E più rumore si fa meglio è. Se cade qualcuno? Meglio ancora. È un paese del tutto è reality e tutto è sapere. La morbosa curiosità che alla fine non porta a nulla ma che ci rende più vivi. Vi immaginate oggi tutti al leggere la notizia dei redditi online? Deve essere scoppiato il finimondo. Ma a quale scopo? Non si sa. Sapere. Io non so voi ma non sono neanche riuscito a entrare nel sito dell'Agenzia. E vi immaginate tutti a cercare il reddito di tutti? Dal giornalista al politico, dal proprio medico all'amico. E le critiche ai numeri. La furia del curiosare l'altrui cifra. Deve esser stato uno spettacolo inquietante. Le dichiarazioni dell'avvocato e gli altri avvocati. Quanto dichiara questo? E lo stronzo della porta accanto? E quel mafioso del vicino? Spettacolo. Curiosità morbosa. Il proprio superiore. Il capoturno con i suoi premi e premiuncoli e io a farmi un culo quadro di notte. Beppe Grillo ha urlato isterico: è follia. Perchè c'era anche e forse soprattutto la sua di dichiarazione. Di paladino della giustizia e dei poveracci italiani. Sparato li in tutte le sue interminabili cifre. E andatevi a leggere i commenti. Fate un salto a beppegrillo.it . Oltre duemila commenti e non certo simpatici. La maggior parte scandalizzati. Hai organizzato il VDay spendendo una miseria in confronto a quanto prendi all'anno. E l'hai pure detto in piazza. Si è scatenato il delirio. Come delirio si deve essere scatenato nelle vite normali delle persone più normali. Voi immaginate nelle competizioni d'ufficio. Tra come dicevo avvocati e professionisti in genere. Tra amici. E conoscenti. Una tragicommedia all'italiana. Ancora una volta. Perchè a quanto sembra dal servizio del Corriere, non è poi così vero che in tutto il mondo la pratica usata sia questa del marca il nome e ti dirò chi e quanto è. Ci sono restrizioni. Delibere. Ci sono confini da non poter superare. C'è la gogna per chi non paga. Nome cognome e marchio "evasore". Ma il gioco della dichiarazione è cosa, a quanto pare, tutta nostra. Il saluto di Visco. Personaggio unico di un governo speriamo unico nella storia repubblicana futura. Lui prima di far valigia ha voluto salutare così. Una dedica all'Italia intera.
Un nuovo spettacolo tutto da vivere. Sembrano divertirsi i poveri. Perchè appunto prendono l'iniziativa come uno spassoso passatempo. Guarda quanto dichiara Giletti. È un nome d'arte? No. Guarda Timperi allora. E la Cuccarini? E Feltri? Guarda il salumiere. Come si chiama? I poveri, a leggere anche i commenti da Grillo, sembrano davvero i più tranquilli. Magari qualcuno, leggendo sta fame, mi fa un'offerta scrive una "grillina".
Sembra davvero un nuovo capitolo di una triste quanto paradossale storia tutta italiana. Tutto bloccato dal garante. Questione di privacy. Forse il gioco è già finito. E io manco sono riuscito a entrare nel sito. Forse fuori uso dalle troppe entrate.
Che dire? Applausi.
AP