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mercoledì 16 aprile 2008

Alitalia, resterà italiana?

A voto concluso e senza ulteriori parole da aggiungere, i numeri parlano chiaro, si torna alla vita di sempre. Quella lasciata venerdi scorso prima del turno elettorale.
Ai discorsi soliti. Alitalia. Quello che manca, oltre alla ormai famigerata cordata invisibile, sono numeri certi. Ovvero, quanto può campare ancora la compagnia di bandiera?
Le versioni sono tante. Le hanno sparate tutte. Da un mese a un anno. Passando addirittura per i conti in risalita. Davvero sconcertante. Quanto tempo c'è davvero a disposizione?
Perchè è sui tempi che si gioca la partita. Abbiamo ancora una mezzoretta per cercare di recuperare? O siamo ormai in zona Cesarini? O allo scadere dei tempi di recupero? Ormai la risposta ha colori politici. No buon senso.
Berlusconi assicura, da neopremier, la presenza della cordata italiana. Ma ancora generalità e informazioni a riguardo mancano. Si parla di un incontro con le parti sociali. Le stesse parti sociali riaprono la porta a Spinetta e la sua AirFrance-Klm. Si attendono notizie. Certe.
Berlusconi ha vinto. Ha stravinto. Berlusconi ha puntato molto su Alitalia nel suo percorso pre elettorale. Destabilizzando, a ragione si saprà, le trattative più concrete con i francesi. A Berlusconi ora l'impegno e il dovere di fare chiarezza e magari risolvere una volta per tutte la questione. Di parole se ne sono dette anche troppe. Berlusconi in primis. E per quanto riguarda l'azione e le scelte adesso non ci sono davvero più alibi.
AP

lunedì 7 aprile 2008

Air France approva la rottura

Il cda Air France «ha preso atto, compreso e approvato» la rottura con Alitalia. Il futuro è nelle mani solo di sindacati e vertici italiani. Non ci sono alternative al piano. Le regole da rispettare sono quelle dei francolandesi che ad oggi è tutto il vero e possibile esistente.
Se Alitalia vuole salvarsi deve accettare l'accordo con Air France- Klm quindi. Il consiglio d'amministrazione ha deciso. E il titolo Air France-Klm è subito balzato a un più 3.24%.

Di qualche giorno fa la decisione di rompere con Alitalia. Stop a si e ni dei sindacati e no decisi di piloti e lavoratori. Con le dimissioni di Prato il quale dichiarava «Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla». O forse solo troppi interessi da troppe parti. A partire dalla politica. Passando per i sindacati. Arrivando a lavoratori, alcuni Alitalia, con contratti e modi leggermente diversi da altre compagnie aeree.
Nessuno vuole lasciare la presa. E il compromesso non si trova. O non si vuole neanche trovare.
La palla ora passa ai sindacati. E ai nuovi vertici Alitalia.
La partita rimane aperta.


AP



giovedì 27 marzo 2008

Alitalia, voci e smentite

Berlusconi dice che nella cordata italiana per Alitalia ci saranno Benetton, Mediobanca, Eni e Ligresti. Lo dice a La Stampa. Lo riprendono tutte le testate.
Arrivano i nomi quindi. Ma arrivano anche le smentite. Di poco fa quella di Mediobanca. «non c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia».

Nessun commento invece da Eni e Benetton. Il Cavaliere aveva tirato nella mischia soprattutto Eni, realtà internazionale con numerose risorse che non può lasciar morire un bene nazionale come Alitalia. Nessuna risposta. Ma neanche smentita.
Intanto dopo l'apertura della Borsa valori di Milano, il titolo Alitalia continua a restare sospeso per eccesso di rialzo.

AP

martedì 25 marzo 2008

Alitalia, riprende la trattativa

Ore 14 incontro importante tra Air France-Klm e i sindacati Alitalia. Si vuole riprendere la trattativa dopo lo scontro della scorsa settimana. Sembra alleggerirsi la posizione dei francesi. Tanti i punti rivisti e ammorbiditi. A partire dalla scadenza, non più 31 marzo. E, importante per l'incontro di oggi, nuova politica per gli esuberi.
In concreto i francesi diminuiranno, secondo il nuovo piano, i tagli personale al settore AZ servizi, proporranno più piloti al settore cargo e più incentivi all'esodo anticipato.
Cambio netto di strategia quindi. E apertura chiara al sindacato. Forse Air France ha capito, o qualcuno da Palazzo Chigi ha riferito o ribadito, che il peso del sindacato all'interno della compagnia di bandiera è importante. Fondamentale per la riuscita di una trattativa. Bisogna passare dai sindacati.
E per passare con i sindacati conviene fare sacrifici sul versante esuberi e personale. Il settore cargo, vera spina nel fianco di Alitalia, continuerà l'attività fino al 2010. Gli esuberi tra i piloti scendono di quasi cento unità. Un passo avanti. Ma non basterà.
Inutile dire che oggi non si arriverà a un vero e proprio accordo. Anche perchè le promesse berlusconiane attirano le attenzioni di più di un sindacato. Conviene attendere. E il Cavaliere vuole attendere per poter giocare la carta Alitalia in campagna elettorale. Prova evidente questa, e parliamo di politica, che il divario tra PdL e PD non è poi così netto. Alitalia conviene tenerla stretta. E magari calare il colpo a sorpresa a un minuto dall'apertura dei seggi. Berlusconi è un imprenditore. E detta l'agenda politica ormai da più di una decade. La sinistra risponde solo.
Ma tornando a Alitalia. Air France apre. E molto. I sindacati risponderanno sicuramente all'invito francese. Ma è ancora presto per poter dire qualcosa o prendere una posizione netta.
Dopo lo scontro dell'altro giorno tra ministri e governo sulla tenuta economica di Alitalia sembra esser crollato, non a caso, il castello del fallimento immediato e quindi chiusura immediata della trattativa Air France. A Prodi piace fin dal primo momento l'ipotesi francolandese. Forse un piacere eccessivo. E che un qualche dubbio fa sorgere.
Appuntamento alle 14 quindi. Riunione vertici francesi - parti sociali Alitalia. Le trattative continuano.

AP

lunedì 24 marzo 2008

Alitalia, la strana fretta del governo

Padoa Schioppa negli ultimi giorni, dalla promessa di Berlusconi, sembra essere impazzito. Il Cavaliere ha questo potere. Adesso non c'è più tempo. Bisogna decidere in 24 ore. Massimo 48. Se no Alitalia fallisce. Prendere o lasciare. Air France preme sull'acceleratore seminando panico e picchiando duro su condizioni e tempistiche. I sindacati temporeggiano. Berlusconi ci fa sapere della cordata. Di Pietro denuncia Berlusconi per "gioco scorretto". Veltroni, anche lui, parla di 48 ore. Sta dietro a Prodi e Padoa Schioppa. La situazione è imbarazzante. Chi ha ragione?
E non è questione di ragione. Chi ha tra le mani, e in coscienza, la scelta giusta?
L'improvviso dover correre del governo fa pensare. Perchè? Perchè Alitalia fallisce diremo noi. No. Oggi il Ministro dei trasporti Bianchi fa sapere che Alitalia ha liquidità per un anno. Come?
Ma non doveva morire in 24 ore? Si ad Air France o è la fine. No. Alitalia ne ha ancora per un anno. E non solo. È spietato il ministro Bianchi. «Non c'è motivo di affrettarci - ha detto il ministro - ci sono molte ragioni che lo sconsigliano, intanto perchè bisogna evitare che la gatta frettolosa faccia gattini ciechi, poi siamo in prossimità delle elezioni e infine credo che come in tutte le trattative bisogna portare avanti quella con Air France con la pazienza e con la determinazione che serve. E intanto aprire l'altra perchè questo ci può consentire di avere due offerte e scegliere la migliore». Come?
Quindi il limite è stato per così dire imposto da Air France. Niente a che vedere con la reale situazione della compagnia aerea nazionale. E attendiamo nuove offerte.
Cosa risponderà il governo? Ma questo è già cosa vecchia. Cosa dirà Veltroni? Che con il governo mantiene rapporti più che importanti ma è comunque "cosa nuova". Adesso salta fuori che, secondo un importante esponente con tanto di Ministero, è meglio avere offerte ed è insensato correre.
La storia comincia ad avere i contorni del giallo. Che gioco si sta giocando?
A interesse di chi? Di Alitalia? Dei lavoratori Alitalia? Dell'orgoglio nazionale? Non pensiamo proprio. E qualcuno, e questo si nel più breve tempo possibile, dovrà dare spiegazioni.

AP

venerdì 21 marzo 2008

Alitalia, parola di Berlusconi

Ci sono io. Quindi si farà. Silvio Berlusconi mette il suo nome a garanzia di una trattativa alternativa ad Air France-Klm. La cordata ci sarà e il prossimo premier dirà no ai francesi. È un impegno più che una promessa elettorale.
Niente contro la Francia, un no secco solo alle condizioni giunte da Parigi. E gli imprenditori italiani salveranno Alitalia.
Quindi Rialzati Alitalia.
E vedremo. Forse il pressing del Cavaliere è alla base di questa isterica accelerata di Air France e soprattutto del Tesoro. Padoa Schioppa ieri, come investito da un onda di paura improvvisa, ha cominciato a guardare con insistenza all'orologio. Il presidente di Air France a dettare le regole e dire o domani o niente. Strana impennata della trattativa.
Berlusconi scende ufficialmente in campo. Air France rimane bloccata dal no dei sindacati e dal no del nord su Malpensa. Alitalia guadagna in borsa per poi cadere a picco. Sono giorni di confusione. Confusione da destra a sinistra, a meno di un mese dalle elezioni, che fa pensare che in effetti qualcosa bolle in pentola.
AP

mercoledì 19 marzo 2008

Alitalia, Roma ed esuberi

Conferenza stampa del presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta. Presentato il piano di "salvataggio" della compagnia italiana. Sono sacrifici e questo si sapeva. Sarà Roma come hub e questo sarà difficile da accettare da parte di molti. E ci saranno esuberi. 2000 secondo i calcoli. E questo aprirà uno scontro di difficile soluzione.
Spinetta vuole risolvere la parte trattativa nel minor tempo possibile. I tempi si prevedono invece lunghi. Molto lunghi.
L'obiettivo di Air France-Klm: creare un leader europeo con vocazione mondiale. E per farlo il trattare adesso diventa assurdo. Ci troviamo dinanzi a una situazione drammatica. Alitalia rischia di morire. E gli interventi vanno fatti subito.
Il colosso francese è disposto a investire due miliardi di euro tra copertura del debito e aumento di capitale. Buon punto di partenza. Ma lasciata la parte ricapitalizzazione i problemi e i dubbi diventano gravi e di difficile soluzione. Roma. Sarà la "capitale" di Alitalia. Possibile una moratoria su Malpensa per quanto riguarda il cargo, vera palla al piede della compagnia. Non si potrà continuare con un settore che produce solo perdite. Che ne sarà di Malpensa? E la reazione del nord? E quella del nord politico?
E gli esuberi. "il piano è duro, ma abbiamo garantito che nessun lavoratore in esubero venga lasciato sulla strada". Queste le parole di Spinetta. Che aggiunge "l'impegno di AirFrance-Klm con il sindacato è per un piano di ammortizzatori sociali, esemplare, attraverso l'utilizzo di tutte le misure necessarie». Accordo Air France-Klm-sindacato. Il piano di recupero afferma il presidente è stato accettato da tutte le parti, dai consigli di amministrazione di Air France-Klm, dal consiglio di amministrazione di Alitalia e dal Tesoro. Bisogna andare avanti e in tempi rapidi.

La situazione è difficile. Alitalia ha convocato per giovedì mattina i sindacati, e nel pomeriggio è stata fissata una riunione del consiglio di amministrazione. Per le 12 è invece prevista, a Linate, una riunione straordinaria del cda della Sea (la società di aeroporti di Milano) sulla situazione della compagnia di bandiera italiana.
Torna sul discorso Alitalia, alla luce degli ultimi fatti, il leader PdL Silvio Berlusconi. Le sue parole sono dure, nei confronti di chi ha trattato con i francesi. E l'offerta stessa dei francesi è "irricevibile". Dichiara Berlusconi : "prima c'è stata un'asta opaca, poi la trattativa solo con Air France. In gioco c'è anche la questione di Malpensa, che credo - ha aggiunto - sia stata portata avanti in modo dilettantesco".
Quindi l'invito, "io dico che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio, si devono fare avanti con un'offerta e un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera".

AP