
«Credo ci siano tutte le condizioni su base imprenditoriale e con un forte supporto finanziario per poter fare un'operazione buona per il Paese e per Alitalia». Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo giudica l'offerta di Carlo Toto con Air One e Intesa SanPaolo per Alitalia. (Il Sole24Ore, 11/12/07)
Il Cda Alitalia, qualche giorno prima di natale sceglieva, all'unanimità, Air France-Klm. Ritenuta la scelta migliore per un rapido risanamento dei conti e un pronto rilancio. E rifiutava quindi l'offerta di Air One. Nessun ridimensionamento, anzi. E per quanto riguarda gli aeroporti: a Linate il livello di aeroporto cittadino. A Malpensa il collegamento con nord America , sud America e Asia. A Roma Fiumicino un "ruolo chiaro ed insostituibile", ponte per il centro, sud e est Europa e Africa. Con rischio di riduzione voli a Malpensa.
La palla passava quindi al governo. Simpatizzante Air France. Che però si trovava con l'inizio del 2008 alle prese con una crisi interna importante. Il ministro Padoa-Schioppa alla fine dice si alla trattativa con i francesi. Governo che cade. E l'Alitalia?
Solo dichiarazioni. Mosse e contromosse. Unico dato certo il no secco del nord al rischio di smantellamento di Malpensa. Andremo in piazza coi forconi. Giù le mani dallo scalo milanese. E i dubbi dei sindacati.
Titolo giù. Titolo su. Air One e il suo patron Toto in lotta tra ricorsi e appelli e niente da fare. Attese per il nuovo governo della prossima primavera. Sempre sperando in percentuali accettabili di vittoria. Con questa legge elettorale potrebbero addirittura, come sottolineava ieri un editoriale del Sole24Ore, spartirsi Camera e Senato, in una sorta di grande coalizione distorta.
Di questi giorni però un ritorno alla ribalta della povera Alitalia. Il primo è Berlusconi. "Teniamoci Alitalia" tuona il Cavaliere. «Non è possibile -precisa- che un hub come Malpensa debba essere privato del 72% dei voli e debba andare incontro ad una perdita di un miliardo o addirittura di due contro due-trecento milioni di Alitalia. Un Paese deve saper sopportare le perdite di certe aziende. È necessario che gli imprenditori si consorzino».
Un ritorno all'invito di Montezemolo? Non a caso subito dopo Berlusconi appoggia i dieci punti di Confindustria e anzi afferma di averli, tutti e dieci, già nel programma della Libertà. Air One e sostenitori, bancari e politici, ancora in corsa? Il Pd tentenna sul discorso. Giorgio Tonini, responsabile economia del partito di Veltroni definisce irresponsabile il discorso del Partito della Libertà. E ribadisce il bisogno della compagnia di bandiera di una alleanza a livello europeo. Quindi l'appoggio al piano Prodi, di andare fino in fondo. Con Air France.
E di pochi minuti fa la dichiarazione di Veltroni: il futuro di Alitalia è tema troppo delicato per finire nel tritacarne della campagna elettorale. Quindi invito, l'ennesimo, di Veltroni al silenzio su temi importanti in campagna prevoto. Temi che potrebbero fratturare (per richiamare l'intervista a El Pais).
E quindi non fratturiamoci e continuiamo a sperare, dubbiosi, in una soluzione. Che prima o poi dovrà per forza arrivare.
AP