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mercoledì 16 aprile 2008

Alitalia, resterà italiana?

A voto concluso e senza ulteriori parole da aggiungere, i numeri parlano chiaro, si torna alla vita di sempre. Quella lasciata venerdi scorso prima del turno elettorale.
Ai discorsi soliti. Alitalia. Quello che manca, oltre alla ormai famigerata cordata invisibile, sono numeri certi. Ovvero, quanto può campare ancora la compagnia di bandiera?
Le versioni sono tante. Le hanno sparate tutte. Da un mese a un anno. Passando addirittura per i conti in risalita. Davvero sconcertante. Quanto tempo c'è davvero a disposizione?
Perchè è sui tempi che si gioca la partita. Abbiamo ancora una mezzoretta per cercare di recuperare? O siamo ormai in zona Cesarini? O allo scadere dei tempi di recupero? Ormai la risposta ha colori politici. No buon senso.
Berlusconi assicura, da neopremier, la presenza della cordata italiana. Ma ancora generalità e informazioni a riguardo mancano. Si parla di un incontro con le parti sociali. Le stesse parti sociali riaprono la porta a Spinetta e la sua AirFrance-Klm. Si attendono notizie. Certe.
Berlusconi ha vinto. Ha stravinto. Berlusconi ha puntato molto su Alitalia nel suo percorso pre elettorale. Destabilizzando, a ragione si saprà, le trattative più concrete con i francesi. A Berlusconi ora l'impegno e il dovere di fare chiarezza e magari risolvere una volta per tutte la questione. Di parole se ne sono dette anche troppe. Berlusconi in primis. E per quanto riguarda l'azione e le scelte adesso non ci sono davvero più alibi.
AP

lunedì 7 aprile 2008

Air France approva la rottura

Il cda Air France «ha preso atto, compreso e approvato» la rottura con Alitalia. Il futuro è nelle mani solo di sindacati e vertici italiani. Non ci sono alternative al piano. Le regole da rispettare sono quelle dei francolandesi che ad oggi è tutto il vero e possibile esistente.
Se Alitalia vuole salvarsi deve accettare l'accordo con Air France- Klm quindi. Il consiglio d'amministrazione ha deciso. E il titolo Air France-Klm è subito balzato a un più 3.24%.

Di qualche giorno fa la decisione di rompere con Alitalia. Stop a si e ni dei sindacati e no decisi di piloti e lavoratori. Con le dimissioni di Prato il quale dichiarava «Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla». O forse solo troppi interessi da troppe parti. A partire dalla politica. Passando per i sindacati. Arrivando a lavoratori, alcuni Alitalia, con contratti e modi leggermente diversi da altre compagnie aeree.
Nessuno vuole lasciare la presa. E il compromesso non si trova. O non si vuole neanche trovare.
La palla ora passa ai sindacati. E ai nuovi vertici Alitalia.
La partita rimane aperta.


AP



venerdì 28 marzo 2008

Alitalia, meglio il fallimento

La risposta dei piloti è dura. E apre alle peggiori previsioni. «In sostanza è stato confermato tutto quello che ci si aspettava. Non c'è nessuna variazione sostanziale. Per noi è un capitolo finito, non ci stiamo».
Allora, meglio il fallimento.
Spinetta scrive ai sindacati. Un documento ufficiale di Air France-Klm in cui si dichiara che ogni sforzo è stato fatto. I francesi non possono fare di più.
E quale sarebbe il piano francese presentato ai sindacati? E che i piloti hanno già bocciato amaramente.
Gli esuberi. Qualche taglio in meno ma restano intorno ai 2000. Proprio i piloti passano a 420 dai 514 precedentemente previsti. Ridotto a 594 anche il numero degli assistenti di volo in esubero, dai 600 precedenti. Il piano contempla un deciso ricambio generazionale all'interno dell'azienda: è previsto ad esempio che nel 2011 tutto il personale che avrà maturato i requisiti per potere essere avviato al pensionamento sia messo in mobilità.
Per quanto riguarda i tagli alla flotta, la nuova proposta di AirFrance prevede il taglio di 37 aerei passeggeri e 3 full cargo, settore che proseguirà l'attività fino al 2010 quando il servizio terminerà. Sono condizioni pesanti. E non entriamo nei particolari.
«Non possiamo andare oltre - scrive Spinetta ai sindacati - senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del nostro progetto per Alitalia».
I piloti hanno già risposto no. Meglio il fallimento. Si attendono in giornata ulteriori dichiarazioni. Speriamo il meno politico possibile. Le parole e le promesse servono ormai a poco. Il destino di Alitalia sembra segnato.


AP



giovedì 27 marzo 2008

Alitalia, voci e smentite

Berlusconi dice che nella cordata italiana per Alitalia ci saranno Benetton, Mediobanca, Eni e Ligresti. Lo dice a La Stampa. Lo riprendono tutte le testate.
Arrivano i nomi quindi. Ma arrivano anche le smentite. Di poco fa quella di Mediobanca. «non c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia».

Nessun commento invece da Eni e Benetton. Il Cavaliere aveva tirato nella mischia soprattutto Eni, realtà internazionale con numerose risorse che non può lasciar morire un bene nazionale come Alitalia. Nessuna risposta. Ma neanche smentita.
Intanto dopo l'apertura della Borsa valori di Milano, il titolo Alitalia continua a restare sospeso per eccesso di rialzo.

AP

mercoledì 26 marzo 2008

Alitalia, l'apertura dei francesi non basta

Quella dei tempi è stata una farsa al limite del ridicolo. Il governo appoggia Air France. Subito o il fallimento. Un ministro, quello dei trasporti, smentisce il governo. E quindi Air France. Che si trova obbligata a fare uno o due passi indietro. Assurdo. Ma situazioni tutte italiane alle quali siamo abituati. Quindi avanti. Come se niente fosse.
Spinetta arriva da Parigi con una nuova proposta. Via il tempo quindi, e maggiori aiuti al personale. Meno rigidità negli esuberi. Insomma, una carezza al sindacato. Sarà vero?
E a questo punto entra in scena anche il Cavaliere. O meglio, la promessa fatta dal Cavaliere ormai una settimana fa, che influenza la trattativa. I sindacati socchiudono la porta ai francesi. Dicono si, ma poi è ni. Quello che avrebbe dovuto fare il governo. E invece Prodi ha preferito da subito i francolandesi, per motivi suoi personali che a noi non è dato sapere, forse tra un pò salteranno fuori. Ma è la politica. Da sempre.
E tornando ad Alitalia. I sindacati rimangono ad ascoltare. Buona e apprezzabile l'apertura francese, ma niente da fare. Attendiamo la famosa cordata ancora "invisibile". Attendiamo un'offerta migliore. Air France ha fatto il bello e il cattivo tempo. Era sola!
E quindi attendiamo aperture anche sul versante Malpensa. I sindacati apprezzano ma stoppano. I francesi rilanciano. La cordata elettorale prima o poi arriverà. Se no sarà stato solo l'ennesimo equivoco. Niente più. Niente meno. E l'Italia continuerà la sua storia. Con i suoi personaggi. I suoi scandali. I suoi silenzi. E gli interessi. Di pochi. Dei soliti.


AP


martedì 25 marzo 2008

Alitalia, i francesi non mollano

Cambio di strategia. Ma di resa neanche a parlarne. È uno tosto Spinetta. Presidente Air France-Klm. E ha dalla sua, cosa che non ha Toto di Air One, il sostegno del governo italiano.
Alitalia è politica. Non ci sono altre spiegazioni. Ulteriori interpretazioni.

Politica. Piombata come un temporale estivo in piena campagna elettorale. Rischia, il caso Alitalia, di trasformarsi in pioggia monsonica. E in questo caso Berlusconi una qualche possibilità di sopravvivenza ce l'ha. Il resto lascia abbastanza scettici. Io sulla scialuppa Veltroni, in questo caso, non ci salirei.
E parliamo di Alitalia.
Veltroni ha cercato in ogni modo di mettersi al centro. Prodi, pur non volendo, ha rubato spazio. Questione di pesi. E quindi la linea del Partito Democratico è la linea di Prodi. Niente più. Niente meno. Non ci voleva Alitalia per capirlo ma ben venga. È stata ed è una conferma.
Berlusconi detta le regole. Ormai da tempo. È lui che decide di cosa si parlerà per il resto della settimana. Il come se ne parlerà. La sinistra, timida, risponde. E segue il Cavaliere. O gridandogli contro. O controrispondendo a modo. In politichese.
Ma si parla sempre di quello che vuole Berlusconi.
I francesi non mollano. Avanti fino alla fine con la promessa di meno tagli al personale, maggiore elasticità nei tempi e disponibilità nei confronti del vero centro nevralgico di Alitalia. I sindacati.
Arriverà quindi una nuova proposta di Air France. Il governo ha già detto si senza neanche valutare le carte. Continua insomma con la sua strategia a senso unico di privatizzazione. Si attende la cordata di Berlusconi. Arriverà? Sicuramente ancora per un pò questa situazione rimarrà così. Berlusconi lo vuole.
E noi attendiamo con ansia aggiornamenti e speriamo in colpi di scena. Con il pensiero sempre rivolto a chi in tutta questa questione rischia di più: i lavoratori.


AP


Alitalia, riprende la trattativa

Ore 14 incontro importante tra Air France-Klm e i sindacati Alitalia. Si vuole riprendere la trattativa dopo lo scontro della scorsa settimana. Sembra alleggerirsi la posizione dei francesi. Tanti i punti rivisti e ammorbiditi. A partire dalla scadenza, non più 31 marzo. E, importante per l'incontro di oggi, nuova politica per gli esuberi.
In concreto i francesi diminuiranno, secondo il nuovo piano, i tagli personale al settore AZ servizi, proporranno più piloti al settore cargo e più incentivi all'esodo anticipato.
Cambio netto di strategia quindi. E apertura chiara al sindacato. Forse Air France ha capito, o qualcuno da Palazzo Chigi ha riferito o ribadito, che il peso del sindacato all'interno della compagnia di bandiera è importante. Fondamentale per la riuscita di una trattativa. Bisogna passare dai sindacati.
E per passare con i sindacati conviene fare sacrifici sul versante esuberi e personale. Il settore cargo, vera spina nel fianco di Alitalia, continuerà l'attività fino al 2010. Gli esuberi tra i piloti scendono di quasi cento unità. Un passo avanti. Ma non basterà.
Inutile dire che oggi non si arriverà a un vero e proprio accordo. Anche perchè le promesse berlusconiane attirano le attenzioni di più di un sindacato. Conviene attendere. E il Cavaliere vuole attendere per poter giocare la carta Alitalia in campagna elettorale. Prova evidente questa, e parliamo di politica, che il divario tra PdL e PD non è poi così netto. Alitalia conviene tenerla stretta. E magari calare il colpo a sorpresa a un minuto dall'apertura dei seggi. Berlusconi è un imprenditore. E detta l'agenda politica ormai da più di una decade. La sinistra risponde solo.
Ma tornando a Alitalia. Air France apre. E molto. I sindacati risponderanno sicuramente all'invito francese. Ma è ancora presto per poter dire qualcosa o prendere una posizione netta.
Dopo lo scontro dell'altro giorno tra ministri e governo sulla tenuta economica di Alitalia sembra esser crollato, non a caso, il castello del fallimento immediato e quindi chiusura immediata della trattativa Air France. A Prodi piace fin dal primo momento l'ipotesi francolandese. Forse un piacere eccessivo. E che un qualche dubbio fa sorgere.
Appuntamento alle 14 quindi. Riunione vertici francesi - parti sociali Alitalia. Le trattative continuano.

AP

lunedì 24 marzo 2008

Alitalia, la strana fretta del governo

Padoa Schioppa negli ultimi giorni, dalla promessa di Berlusconi, sembra essere impazzito. Il Cavaliere ha questo potere. Adesso non c'è più tempo. Bisogna decidere in 24 ore. Massimo 48. Se no Alitalia fallisce. Prendere o lasciare. Air France preme sull'acceleratore seminando panico e picchiando duro su condizioni e tempistiche. I sindacati temporeggiano. Berlusconi ci fa sapere della cordata. Di Pietro denuncia Berlusconi per "gioco scorretto". Veltroni, anche lui, parla di 48 ore. Sta dietro a Prodi e Padoa Schioppa. La situazione è imbarazzante. Chi ha ragione?
E non è questione di ragione. Chi ha tra le mani, e in coscienza, la scelta giusta?
L'improvviso dover correre del governo fa pensare. Perchè? Perchè Alitalia fallisce diremo noi. No. Oggi il Ministro dei trasporti Bianchi fa sapere che Alitalia ha liquidità per un anno. Come?
Ma non doveva morire in 24 ore? Si ad Air France o è la fine. No. Alitalia ne ha ancora per un anno. E non solo. È spietato il ministro Bianchi. «Non c'è motivo di affrettarci - ha detto il ministro - ci sono molte ragioni che lo sconsigliano, intanto perchè bisogna evitare che la gatta frettolosa faccia gattini ciechi, poi siamo in prossimità delle elezioni e infine credo che come in tutte le trattative bisogna portare avanti quella con Air France con la pazienza e con la determinazione che serve. E intanto aprire l'altra perchè questo ci può consentire di avere due offerte e scegliere la migliore». Come?
Quindi il limite è stato per così dire imposto da Air France. Niente a che vedere con la reale situazione della compagnia aerea nazionale. E attendiamo nuove offerte.
Cosa risponderà il governo? Ma questo è già cosa vecchia. Cosa dirà Veltroni? Che con il governo mantiene rapporti più che importanti ma è comunque "cosa nuova". Adesso salta fuori che, secondo un importante esponente con tanto di Ministero, è meglio avere offerte ed è insensato correre.
La storia comincia ad avere i contorni del giallo. Che gioco si sta giocando?
A interesse di chi? Di Alitalia? Dei lavoratori Alitalia? Dell'orgoglio nazionale? Non pensiamo proprio. E qualcuno, e questo si nel più breve tempo possibile, dovrà dare spiegazioni.

AP

venerdì 21 marzo 2008

Alitalia, parola di Berlusconi

Ci sono io. Quindi si farà. Silvio Berlusconi mette il suo nome a garanzia di una trattativa alternativa ad Air France-Klm. La cordata ci sarà e il prossimo premier dirà no ai francesi. È un impegno più che una promessa elettorale.
Niente contro la Francia, un no secco solo alle condizioni giunte da Parigi. E gli imprenditori italiani salveranno Alitalia.
Quindi Rialzati Alitalia.
E vedremo. Forse il pressing del Cavaliere è alla base di questa isterica accelerata di Air France e soprattutto del Tesoro. Padoa Schioppa ieri, come investito da un onda di paura improvvisa, ha cominciato a guardare con insistenza all'orologio. Il presidente di Air France a dettare le regole e dire o domani o niente. Strana impennata della trattativa.
Berlusconi scende ufficialmente in campo. Air France rimane bloccata dal no dei sindacati e dal no del nord su Malpensa. Alitalia guadagna in borsa per poi cadere a picco. Sono giorni di confusione. Confusione da destra a sinistra, a meno di un mese dalle elezioni, che fa pensare che in effetti qualcosa bolle in pentola.
AP

giovedì 20 marzo 2008

Caos Alitalia

Banca Intesa San Paolo nega un suo coinvolgimento nella corsa all'acquisto Alitalia. È lo stesso Ad dell'istituto, Corrado Passera, ad affermarlo. Secca risposta alle dichiarazioni a sorpresa di Silvio Berlusconi. Dichiarazioni che aprivano scenari nuovi e importanti. Il ritorno di Air One, una cordata di imprenditori già esistente, e la presenza dei figli dello stesso Cavaliere nella trattativa. Niente di tutto questo a quanto pare dalle ultime notizie.
«Di Alitalia ho parlato con Prodi e ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani». Queste le successive parole del leader PdL. Una telefonata con Romano Prodi per parlare di Alitalia. Realmente avvenuta? E soprattutto possibile?
Interviene Padoa Schioppa che invita eventuali offerenti a farsi avanti nel più breve tempo possibile. I tempi sono strettissimi afferma l'ex Ministro dell'economia. Vero e proprio protagonista della trattativa Alitalia e sostenitore della soluzione Air France-Klm. Parole adesso potrebbero fare solo saltare quanto di concreto esiste. Quindi se ci sono cordate si facciano avanti subito.
E non mancano le dichiarazioni del presidente Alitalia Maurizio Prato. L'offerta franco olandese è da prendere o lasciare, senza margini di trattativa. Ma ad oggi è l'unica opzione concreta. Dove sono le cordate urlate alla stampa e mai presentate all'azienda? La domanda è più che lecita. E urge una risposta. Vertici Alitalia oggi all'incontro, importantissimo, con i sindacati. Dopo una riunione fiume esce la possibilità e volontà di continuare il confronto con Air France. Da parte di tutti. E senza alcuna chiusura. Il pugno di ferro del presidente Spinetta di Air France-Klm sembra quindi non aver turbato le parti sociali. Le chiusure, afferma il segretario Filt-Cgil Mauro Rossi, le rispediamo al mittente. Appuntamento quindi al 25 marzo per l'incontro con i francesi. E in un clima non proprio sereno.
Intanto la Sea, società che gestisce gli scali milanesi, fa sapere di non voler fare passi indietro per quanto riguarda la causa contro Alitalia per danni se si deciderà di abbandonare Milano come hub.
La situazione rimane tesa. E il tempo stringe. Quale sarà il futuro di Alitalia?
AP
primapaginanews@libero.it

Berlusconi, Alitalia a Air One

Dichiarazioni importanti di Silvio Berlusconi. Dichiarazioni che potrebbero riaprire i giochi per l'acquisto di Alitalia. Secondo il Cavaliere Air France-Klm rinuncerà alla compagnia italiana, lasciando spazio all'ingresso di Air One.
Sempre secondo il Cavaliere tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali Banca Intesa, il cui cda dovrebbe riunirsi e decidere domani e una serie di imprenditori, tra i quali i figli di Berlusconi.
La notizia arriva a poche ore dall'incontro tra sindacati e vertici Alitalia. E dopo la conferenza stampa del presidente Air France-Klm Spinetta.

AP


primapaginanews@libero.it

mercoledì 19 marzo 2008

Alitalia, giornata decisiva

Spinetta detta le regole dell'accordo e dice non si cambia. Unica elasticità sul personale. Gli esuberi. A Roma l'hub e li ci sarà bisogno di nuove risorse umane.
Berlusconi rilancia Air One e la cordata di imprenditori italiani. Attacca il governo e punta su Malpensa. Le condizioni di Air France sono inaccettabili. La Sinistra pensa ai lavoratori. Veltroni segue la linea del governo. Con attenzione ai dipendenti a rischio. Casini chiede ai due leader chiarezza. O Air France o il fallimento. E i due poli devono dire, secondo Casini, quello che vogliono. Essere corretti con gli elettori e decisi a salvare o affossare Alitalia.
In giornata appuntamento importante con sindacati e vertici Alitalia. Palazzo Chigi, è notizia di pochi minuti fa, si dice perplessa su un incontro con le parti sociali. In una nota ufficiale il governo precisa che il primo interlocutore del sindacato è l'azienda.

AP

Alitalia, Roma ed esuberi

Conferenza stampa del presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta. Presentato il piano di "salvataggio" della compagnia italiana. Sono sacrifici e questo si sapeva. Sarà Roma come hub e questo sarà difficile da accettare da parte di molti. E ci saranno esuberi. 2000 secondo i calcoli. E questo aprirà uno scontro di difficile soluzione.
Spinetta vuole risolvere la parte trattativa nel minor tempo possibile. I tempi si prevedono invece lunghi. Molto lunghi.
L'obiettivo di Air France-Klm: creare un leader europeo con vocazione mondiale. E per farlo il trattare adesso diventa assurdo. Ci troviamo dinanzi a una situazione drammatica. Alitalia rischia di morire. E gli interventi vanno fatti subito.
Il colosso francese è disposto a investire due miliardi di euro tra copertura del debito e aumento di capitale. Buon punto di partenza. Ma lasciata la parte ricapitalizzazione i problemi e i dubbi diventano gravi e di difficile soluzione. Roma. Sarà la "capitale" di Alitalia. Possibile una moratoria su Malpensa per quanto riguarda il cargo, vera palla al piede della compagnia. Non si potrà continuare con un settore che produce solo perdite. Che ne sarà di Malpensa? E la reazione del nord? E quella del nord politico?
E gli esuberi. "il piano è duro, ma abbiamo garantito che nessun lavoratore in esubero venga lasciato sulla strada". Queste le parole di Spinetta. Che aggiunge "l'impegno di AirFrance-Klm con il sindacato è per un piano di ammortizzatori sociali, esemplare, attraverso l'utilizzo di tutte le misure necessarie». Accordo Air France-Klm-sindacato. Il piano di recupero afferma il presidente è stato accettato da tutte le parti, dai consigli di amministrazione di Air France-Klm, dal consiglio di amministrazione di Alitalia e dal Tesoro. Bisogna andare avanti e in tempi rapidi.

La situazione è difficile. Alitalia ha convocato per giovedì mattina i sindacati, e nel pomeriggio è stata fissata una riunione del consiglio di amministrazione. Per le 12 è invece prevista, a Linate, una riunione straordinaria del cda della Sea (la società di aeroporti di Milano) sulla situazione della compagnia di bandiera italiana.
Torna sul discorso Alitalia, alla luce degli ultimi fatti, il leader PdL Silvio Berlusconi. Le sue parole sono dure, nei confronti di chi ha trattato con i francesi. E l'offerta stessa dei francesi è "irricevibile". Dichiara Berlusconi : "prima c'è stata un'asta opaca, poi la trattativa solo con Air France. In gioco c'è anche la questione di Malpensa, che credo - ha aggiunto - sia stata portata avanti in modo dilettantesco".
Quindi l'invito, "io dico che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio, si devono fare avanti con un'offerta e un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera".

AP


giovedì 6 marzo 2008

Il destino di Alitalia (?)

«Credo ci siano tutte le condizioni su base imprenditoriale e con un forte supporto finanziario per poter fare un'operazione buona per il Paese e per Alitalia». Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo giudica l'offerta di Carlo Toto con Air One e Intesa SanPaolo per Alitalia. (Il Sole24Ore, 11/12/07)

Il Cda Alitalia, qualche giorno prima di natale sceglieva, all'unanimità, Air France-Klm. Ritenuta la scelta migliore per un rapido risanamento dei conti e un pronto rilancio. E rifiutava quindi l'offerta di Air One. Nessun ridimensionamento, anzi. E per quanto riguarda gli aeroporti: a Linate il livello di aeroporto cittadino. A Malpensa il collegamento con nord America , sud America e Asia. A Roma Fiumicino un "ruolo chiaro ed insostituibile", ponte per il centro, sud e est Europa e Africa. Con rischio di riduzione voli a Malpensa.
La palla passava quindi al governo. Simpatizzante Air France. Che però si trovava con l'inizio del 2008 alle prese con una crisi interna importante. Il ministro Padoa-Schioppa alla fine dice si alla trattativa con i francesi. Governo che cade. E l'Alitalia?
Solo dichiarazioni. Mosse e contromosse. Unico dato certo il no secco del nord al rischio di smantellamento di Malpensa. Andremo in piazza coi forconi. Giù le mani dallo scalo milanese. E i dubbi dei sindacati.
Titolo giù. Titolo su. Air One e il suo patron Toto in lotta tra ricorsi e appelli e niente da fare. Attese per il nuovo governo della prossima primavera. Sempre sperando in percentuali accettabili di vittoria. Con questa legge elettorale potrebbero addirittura, come sottolineava ieri un editoriale del Sole24Ore, spartirsi Camera e Senato, in una sorta di grande coalizione distorta.
Di questi giorni però un ritorno alla ribalta della povera Alitalia. Il primo è Berlusconi. "Teniamoci Alitalia" tuona il Cavaliere. «Non è possibile -precisa- che un hub come Malpensa debba essere privato del 72% dei voli e debba andare incontro ad una perdita di un miliardo o addirittura di due contro due-trecento milioni di Alitalia. Un Paese deve saper sopportare le perdite di certe aziende. È necessario che gli imprenditori si consorzino».
Un ritorno all'invito di Montezemolo? Non a caso subito dopo Berlusconi appoggia i dieci punti di Confindustria e anzi afferma di averli, tutti e dieci, già nel programma della Libertà. Air One e sostenitori, bancari e politici, ancora in corsa? Il Pd tentenna sul discorso. Giorgio Tonini, responsabile economia del partito di Veltroni definisce irresponsabile il discorso del Partito della Libertà. E ribadisce il bisogno della compagnia di bandiera di una alleanza a livello europeo. Quindi l'appoggio al piano Prodi, di andare fino in fondo. Con Air France.
E di pochi minuti fa la dichiarazione di Veltroni: il futuro di Alitalia è tema troppo delicato per finire nel tritacarne della campagna elettorale. Quindi invito, l'ennesimo, di Veltroni al silenzio su temi importanti in campagna prevoto. Temi che potrebbero fratturare (per richiamare l'intervista a El Pais).
E quindi non fratturiamoci e continuiamo a sperare, dubbiosi, in una soluzione. Che prima o poi dovrà per forza arrivare.

AP